
Gianluca Mancini ha parlato ai microfoni di Dazn al termine della vittoria Champions contro il Verona. Queste le sue parole: Siete in Champions, vero? "Sì, siamo in Champions! Ora il sorriso c'è". Come è il clima nello spogliatoio? "C'è tantissima euforia, è una vittoria del gruppo. Ce lo siamo detti dentro di noi, anche quando ci davano per spacciati. Nelle ultime partite abbiamo fatto penso 5 vittorie. Il mister ce lo aveva detto, bastava fare un filotto nelle cinque ultime partite: ci abbiamo creduto. Stasera è stata una partita difficile, come è giusto che sia, contro un Verona tosto. Ma ce lo meritiamo e siamo felicissimi". La Roma ha vissuto diversi momenti difficili quest'anno, ma la squadra è sempre rimasta attaccata al campo e lei è stato uno dei leader di questo gruppo. "Abbiamo passato un periodo brutto, ma se guardiamo al campionato lo hanno passato tutte le squadre. La nostra dedizione al lavoro, all'allenamento, al seguire il mister e al crederci sempre ci ha portato lontano, a fare 73 punti e ad arrivare terzi. Altre squadre magari il momento brutto lo hanno avuto adesso, noi siamo arrivati al rush finale benissimo con giocatori recuperati e forti che ci erano mancati. Il gruppo, l'ho sempre detto, è bellissimo. Dopo l'anno scorso sono rimasti in tanti e sono arrivati dei ragazzi nuovi top. Io, Pellegrini, Cristante, Dybala, El Shaarawy, Celik che siamo da tanto tempo qua ne abbiamo sentite tanti nei nostri confronti, ma il nostro amore per questa maglia, per questa società e per questi tifosi l'abbiamo portato dentro di noi, prima di noi. Siamo sempre stati lì, gente che si allenava stando male. Io ho giocato con mille dolori per questa maglia, per non mollare di un centimetro. Semifinali, finali di Europa League... non riuscivamo ad arrivare a questo traguardo della Champions League. L'anno scorso siamo arrivati a un punto, quest'anno abbiamo fatto un qualcosa di unico e speciale. Sfido i pochi che ci credevano, oltre a noi. Noi ci abbiamo creduto, ora festeggiamo e ci meritiamo di stare nella competizione più bella". Avete tolto l'etichetta della squadra del sesto posto. Ha fatto uno step di crescita ulteriore: ci racconta le sue emozioni, in questo momento e nella stagione? "Sono emozioni bellissime, ho il cuore che va a mille. Mi verrebbe da piangere, ma non lo faccio. Ho giocato 11 partite in diffida ma ogni partita era importante e bisognava stare attenti. Quando si alza il ritmo e il livello non potevo e non volevo mancare. L'etichetta l'abbiamo sentita e vissuta, ma questo gruppo di questi ragazzi ha vinto un trofeo e fatto finale e semifinali di Europa League andando a un passo dal vincerla. L'anno scorso a un punto, siamo sempre stati lì. Quest'anno le sensazioni erano sempre super positive per il gruppo, per come ci allenavamo, e per come ha detto il mister per come reagivamo alle sconfitte. Abbiamo reagito da grande squadra e grande gruppo, alla lunga paga. Le ultime 5 partite sono state importanti per noi. Quella di Parma è stata la partita più bella della stagione a livello emozionale, quando vai a vincere partite così a tre giornate dalla fine scatta qualcosa dentro come a dire 'questo è l'anno giusto'. Fare due gol al 92' succede poche volte, ci ha dato lo slancio per il derby e per arrivarci in maniera eccezionale. La scorsa domenica ho fatto una roba assurda, me ne renderò conto tra qualche anno. Sono felice soprattutto per i miei compagni e per il mister, che da luglio ci ha dato le sue idee e lo abbiamo seguito fin da subito. Finisce una stagione bella e importante con un grande traguardo". MANCINI IN CONFERENZA STAMPA La banda del sesto posto diventa terza. Quali sono le sensazioni? “Per voi sembrava difficile a è giusto così, si guardano solo i risultati. Ma all’interno di Trigoria il nostro pensiero era diverso. Sapevamo che qualcuno potesse inciampare e siamo arrivati terzi. È stata una stagione importante. Questa etichetta ce la siamo presa ma non l’abbiamo mai sentita addosso. Abbiamo vinto una Conference, fatte due semifinali di Europa League e una finale. Questo gruppo si è meritato di fare 73 punti e di arrivare terzi". Un momento chiave? A chi dedichi questa Champions? “La dedico a mia moglie e alle bambine che mi vedono soffrire e la dedico a mio padre che da una settimana e mezzo è in ospedale ma ora sta bene. Non so se ha visto la partita. La svolta? Quando perdevamo non ci siamo mai arresi. La partita più bella è stata quella di Parma, sul 2-1 del Parma ho pensato che non la perdevamo perché noi non avevamo mai recuperato una partita in quel modo. È stata la partita più importante che ci ha dato lo slancio per il derby”. Su Gasperini. “Il mister lo conosco da tanto tempo, l’anno che ero arrivato a Roma lo avevo lasciato al terzo posto e con una finale di Coppa Italia. L’ho visto più maturo forte delle esperienze fatte, dal primo giorno ci ha detto le sue idee. Poi ti fa credere delle cose che sembrano impossibili e quando sei in campo vedi che stai bene ed è sempre chiaro con tutti. È un uomo che in campo e con le sue idee ha dimostrato di fare bene, al primo vinto ha vinto due derby e si è qualificato. Se lo merita tanto”.


