
Il Ministro dello Sport, durante un incontro con il Roma Club Gerusalemme, è intervenuto sul finale di campionato e sui brutti fatti di Torino di ieri sera. Di seguito le parole di Andrea Abodi: "Questo è lo sport, quello di ieri è delinquenza e criminalità. Noi vogliamo che si determini un discrimine tra quelle manifestazioni che nulla hanno a che vedere con le dinamiche sportive e la gioia di questi bambini che vengono da Israele e che rappresentano la ricchezza delle differenze culturali, religiose, sociali che attraverso lo sport trovano una sintesi nella gioia e nel divertimento. Abbiamo bisogno di buoni esempi. La cronaca internazionale, purtroppo anche quella nazionale, offrono scenari raccapriccianti, dove c'è il disprezzo per la vita, c'è mancanza di rispetto assoluto. Mattinate come queste mi ci riconciliano, sapendo che non abbiamo più soltanto bisogno di dichiarare i valori dello sport, ma abbiamo bisogno di praticarli, abbiamo bisogno di buone testimonianze. Questi 35 ragazzi del Roma Club di Gerusalemme sono una testimonianza straordinaria di convivenza civile, di rispetto reciproco, di multiculturalità e multireligiosità, in un mondo che sembra non saper conciliare le esigenze dell'essere umano. Inclusione e coesione, rispetto attraverso la multiculturalità, la multireligiosità, le esperienze di Roma Club Gerusalemme che si rinnova di anno in anno e che noi cerchiamo sempre di accogliere nel migliore dei modi, è una testimonianza attiva. Non abbiamo bisogno di parole, abbiamo bisogno di qualcuno che sappia dimostrare che si possa vivere bene insieme anche tra diversi". Poi si torna sui fatti di Torino: "Non è una pagina di sport, perché è di là che qualcuno pensi di portare avanti una causa sportiva io credo che si confrontino dei delinquenti. Cerco di ripeterlo sistematicamente, non perché non voglia assumere una responsabilità come sistema sportivo, ma perché c'è un discrimine nei comportamenti, nel linguaggio, nel modo con il quale ci si confronta. Le persone normali, per bene, si trovano dentro lo stadio e fanno il tifo. I delinquenti si scontrano in piazza, peraltro non soltanto mancando di rispetto ma aggredendo le forze dell'ordine, le forze di polizia e questo per noi è inconciliabile con lo sport".



