La Roma risponde presente. E lo fa con autorità, lucidità e una firma chiara: Donyell Malen. Il 2-0 al Cagliari non è solo una vittoria pesante per la classifica, ma una fotografia piuttosto nitida di ciò che questa squadra può essere quando intensità, qualità e convinzione vanno nella stessa direzione e trova nei giusti interpreti la sua definizione.
Malen si prende la scena senza chiedere permesso. Prima con uno scavetto da cineteca, raffinato e crudele, proprio sotto gli occhi di Francesco Totti, uno che di “cucchiai” se ne intende. Poi con il gol più semplice solo in apparenza, da vero rapinatore d’area, attaccando il primo palo su un cross teso e preciso di Celik. Due gol diversi, stessa sostanza: attaccante completo, presente, feroce. Sempre pronto a concludere verso la porta. Non a caso Gasperini, a fine gara, fatica a nascondere la soddisfazione: «Sono straconvinto di Malen, farà tanti gol». Detto così, senza giri larghi di parole.
La partita, in realtà, non è mai stata davvero in discussione. Dominio totale. Talmente netto che Svilar chiude la serata senza dover effettuare una sola, misera parata. Il Cagliari prova a resistere basso, ma viene schiacciato dal ritmo e dalla pressione di una Roma che gioca un primo tempo di altissimo profilo, per intensità e qualità, e una ripresa più gestita, senza mai perdere il controllo.
La solidità difensiva è una conferma forte. Ndicka è una certezza ormai consolidata, ma accanto a lui cresce partita dopo partita Ghilardi, che gioca con personalità e attenzione, come se il palcoscenico non lo intimidisse affatto. In mezzo al campo l’assenza di Konè non pesa: merito di un Pisilli in evidente crescita, sempre verticale, sempre dentro la partita, sempre più credibile nel ruolo di mediano.
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Davanti, poi, la Roma ritrova finalmente una produzione offensiva concreta, nonostante le assenze contemporanee di Dovbyk, Ferguson, Vaz, Dybala ed El Shaarawy. Un dettaglio tutt’altro che secondario. Malen non solo non fa rimpiangere nessuno, ma alza il livello dell’intero reparto.
Nel finale c’è spazio anche per il futuro: Zaragoza debutta tra gli applausi dell’Olimpico, mentre Arena e Venturino assaggiano il campo. Scelte che raccontano molto di Gasperini, tecnico che non ha paura di affidarsi ai giovani nemmeno nei momenti delicati, quando i punti pesano.
Con questo successo la Roma torna quarta e aggancia la Juventus a quota 46. La corsa Champions resta apertissima. Il duello con i bianconeri si annuncia serrato, colpo su colpo, e lo scontro diretto del 1° marzo già aleggia come una tappa chiave da segnare in rosso sul calendario. Prima, però, c’è il Napoli al Maradona, domenica prossima. Un altro esame vero. La Roma ci arriva con qualche certezza in più, e con un Malen formato gigante.
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Giallorossi.net – Andrea Fiorini
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