Adesso ci si è messo anche Gasp : "Malen? Mi ricorda Vialli" . Già, ma quale? Quello esile, veloce e scattante della Cremonese e della Sampdoria o quello più potente fisicamente del periodo juventino? Il paragone divertito del tecnico post-partita ha aperto il vaso di Pandora. Di certo ieri, tra radio e social alla voce confronti illustri, c'è chi ha scomodato Henry , altri le movenze di Muriel , altri ancora la capacità di giocare sul fuorigioco di Pippo Inzaghi . Quale sia il raffronto giusto, una cosa è chiara: la Roma ha fatto veramente un bell'acquisto. Sono finalmente alle spalle i tempi quando bisognava sacrificare Dybala o Baldanzi come falsi nove o schierare Dovbyk e Ferguson che, nonostante l'impegno, mal si sposano con quello che ha in mente Gasperini. Perché è inutile girarci intorno: Malen, rispetto agli altri, incarna l'attaccante con le caratteristiche che voleva il tecnico. Donny, come è stato ribattezzato a Trigoria , regala infatti sempre e costantemente una sensazione di pericolosità. Malen ha quella qualità che piace tanto a Gasperini: non aspetta fermo il pallone. Che lo abbia o meno, è sempre in movimento. Viene incontro, detta il passaggio in profondità, è abile nello smarcarsi non spalle alla porta ma soprattutto spostandosi sul taglio, sfruttando la potenza che ha che lo fa attaccare bene la profondità e lo rende letale. E poi, cosa non secondaria, tira in porta. [...] Certo, se Malen è come Vialli, bisognerebbe trovare nella rosa il Mancini di turno. E non Gianluca. Chi somiglia all'ex ct con i scarpini ai piedi è certamente Dybala . E qualcosa, anzi più di qualcosa si è visto in Torino-Roma , giorno del debutto in Serie A dell'olandese. I due parlano la stessa lingua, si cercano, si trovano e il recupero di Paulo, proprio in quest'ottica, potrebbe regalare ancora più sprint. L'assalto alle grandi, se la difesa si conferma inossidabile come accaduto finora, passa per il salto di qualità dell'attacco. [...]
(Il Messaggero)
Adesso ci si è messo anche Gasp : “Malen? Mi ricorda Vialli” . Già, ma quale? Quello esile, veloce e scattante della Cremonese e della Sampdoria o quello più potente fisicamente del periodo juventino? Il paragone divertito del tecnico post-partit…
Adesso ci si è messo anche Gasp : "Malen? Mi ricorda Vialli" . Già, ma quale? Quello esile, veloce e scattante della Cremonese e della Sampdoria o quello più potente fisicamente del periodo juventino? Il paragone divertito del tecnico post-partita ha aperto il vaso di Pandora. Di certo ieri, tra radio e social alla voce confronti illustri, c'è chi ha scomodato Henry , altri le movenze di Muriel , altri ancora la capacità di giocare sul fuorigioco di Pippo Inzaghi . Quale sia il raffronto giusto, una cosa è chiara: la Roma ha fatto veramente un bell'acquisto. Sono finalmente alle spalle i tempi quando bisognava sacrificare Dybala o Baldanzi come falsi nove o schierare Dovbyk e Ferguson che, nonostante l'impegno, mal si sposano con quello che ha in mente Gasperini. Perché è inutile girarci intorno: Malen, rispetto agli altri, incarna l'attaccante con le caratteristiche che voleva il tecnico. Donny, come è stato ribattezzato a Trigoria , regala infatti sempre e costantemente una sensazione di pericolosità. Malen ha quella qualità che piace tanto a Gasperini: non aspetta fermo il pallone. Che lo abbia o meno, è sempre in movimento. Viene incontro, detta il passaggio in profondità, è abile nello smarcarsi non spalle alla porta ma soprattutto spostandosi sul taglio, sfruttando la potenza che ha che lo fa attaccare bene la profondità e lo rende letale. E poi, cosa non secondaria, tira in porta. [...] Certo, se Malen è come Vialli, bisognerebbe trovare nella rosa il Mancini di turno. E non Gianluca. Chi somiglia all'ex ct con i scarpini ai piedi è certamente Dybala . E qualcosa, anzi più di qualcosa si è visto in Torino-Roma , giorno del debutto in Serie A dell'olandese. I due parlano la stessa lingua, si cercano, si trovano e il recupero di Paulo, proprio in quest'ottica, potrebbe regalare ancora più sprint. L'assalto alle grandi, se la difesa si conferma inossidabile come accaduto finora, passa per il salto di qualità dell'attacco. [...]
(Il Messaggero)



