È ancora un oggetto misterioso Leon Bailey, arrivato in estate tra curiosità e aspettative. Finora, però, il suo impatto con la Roma è stato tutt’altro che esplosivo, scrive l’edizione odierna del Corriere dello Sport. I 50 minuti giocati contro il Sassuolo, unici veri lampi della sua stagione, avevano lasciato intravedere potenzialità interessanti, ma anche qualche limite evidente.
Lo stesso giamaicano, a fine partita, era stato il primo a fare autocritica: “La mia prestazione poteva essere migliore, non posso essere soddisfatto. Non stavo male, ma Gasperini non mi ha visto al meglio e ha fatto bene a cambiarmi.”
Parole che oggi suonano quasi profetiche. Da allora, il rendimento di Bailey è calato bruscamente. Tra infortuni, condizione fisica precaria e difficoltà nell’inserirsi nel sistema di Gasperini, l’ex Aston Villa non è mai riuscito a ritagliarsi uno spazio stabile. Dopo la sconfitta di San Siro, il tecnico giallorosso ha commentato con un pizzico d’ironia la situazione del suo esterno: “Se sta raggiungendo la condizione migliore? Beh, spero proprio di no.”
Una battuta, certo, ma che lascia trasparire più di un pensiero. Perché se questo è il miglior Bailey visto finora, allora la Roma ha un problema. Gasperini spera che la scarsa incisività sotto porta, i palloni persi e le distrazioni in copertura siano solo il frutto di una forma ancora lontana dal top e di un processo di adattamento ancora incompleto.
Il potenziale non manca, ma il tempo inizia a stringere, soprattutto ora che Dybala è tornato ai box: la Roma ha bisogno del vero Bailey, e in fretta.
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Fonte: Corriere dello Sport
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