VIVO AZZURRO TV - Bruno Conti , leggenda della Roma e della Nazionale, si è raccontanto attraverso una lunga intervista al canale della FIGC. Le sue parole:
Gli inizi da calciatore..
"Dicevano `è bravo tecnicamente, ma fisicamente non è pronto: Io però non ci rimanevo male, il giorno dopo ero di nuovo in strada a giocare con gli amici. Per me lo sport era divertimento. A Nettuno si facevano i famosi tornei dei bar. Un giorno venne a vedere una partita Antonio Trebiciani, che allenava la Primavera della Roma La sera stessa mi chiamò il presidente dell'Anzio e mi disse che la Roma mi aveva presa Quando lo riferii a mio padre, grandissimo tifoso romanista, non stava nella pelle"
Sul lavoro nel settore giovanile giallorosso
"Oggi vedo che si predilige il fisico rispetto alla tecnica. Dall'Under 10 all'Under 14 servono gli educatori, non gli allenatori. C'è bisogno di chi insegna i fondamentali del calcio, il gesto tecnica. Non si deve parlare di tattica. La mia più grande soddisfazione non era vincere gli Scudetti, ma vedere ragazzi come Totti, De Rossi e Aquilani arrivare in prima squadra. Questo era il mio obiettiva Bisogna riscoprirei vivai, bisogna credere nei nostri ragazzi"
Sulla malattia..
"Tre anni fa mi hanno trovato un tumore al polmone. Mi avevano toccato la cosa che amo di più, i miei capelli. All'inizio non avevo voglia di fare niente, la mia fortuna è stata avere la famiglia vicina. Mia moglie mi ha dato una forza incredibile, le devo tutto".
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VIVO AZZURRO TV – Bruno Conti , leggenda della Roma e della Nazionale, si è raccontanto attraverso una lunga intervista al canale della FIGC. Le sue parole:
Gli inizi da calciatore..
“Dicevano `è bravo tecnicamente, ma fisicamen…
VIVO AZZURRO TV - Bruno Conti , leggenda della Roma e della Nazionale, si è raccontanto attraverso una lunga intervista al canale della FIGC. Le sue parole:
Gli inizi da calciatore..
"Dicevano `è bravo tecnicamente, ma fisicamente non è pronto: Io però non ci rimanevo male, il giorno dopo ero di nuovo in strada a giocare con gli amici. Per me lo sport era divertimento. A Nettuno si facevano i famosi tornei dei bar. Un giorno venne a vedere una partita Antonio Trebiciani, che allenava la Primavera della Roma La sera stessa mi chiamò il presidente dell'Anzio e mi disse che la Roma mi aveva presa Quando lo riferii a mio padre, grandissimo tifoso romanista, non stava nella pelle"
Sul lavoro nel settore giovanile giallorosso
"Oggi vedo che si predilige il fisico rispetto alla tecnica. Dall'Under 10 all'Under 14 servono gli educatori, non gli allenatori. C'è bisogno di chi insegna i fondamentali del calcio, il gesto tecnica. Non si deve parlare di tattica. La mia più grande soddisfazione non era vincere gli Scudetti, ma vedere ragazzi come Totti, De Rossi e Aquilani arrivare in prima squadra. Questo era il mio obiettiva Bisogna riscoprirei vivai, bisogna credere nei nostri ragazzi"
Sulla malattia..
"Tre anni fa mi hanno trovato un tumore al polmone. Mi avevano toccato la cosa che amo di più, i miei capelli. All'inizio non avevo voglia di fare niente, la mia fortuna è stata avere la famiglia vicina. Mia moglie mi ha dato una forza incredibile, le devo tutto".
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