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Carattere più solidità, Gasp sembra Ranieri. E i risultati arrivano

Carattere più solidità, Gasp sembra Ranieri. E i risultati arrivano

Il mix tra passato e presente, spiega il primato della Roma . La presenza di Gasperini in panchina non ha cambiato infatti il comportamento degli interpreti in campo. O meglio: può averlo certamente affinato, migliorato nell’attacco dello spazio, ne…

Il mix tra passato e presente, spiega il primato della Roma . La presenza di Gasperini in panchina non ha cambiato infatti il comportamento degli interpreti in campo. O meglio: può averlo certamente affinato, migliorato nell'attacco dello spazio, nella lettura del pressing e nella marcatura uomo su uomo ma la solidità difensiva era il marchio di fabbrica con Ranieri e lo resta anche con il nuovo tecnico. Che a 67 anni ha dimostrato di essere tanto duttile quanto intelligente. Poteva infatti intestardirsi a voler replicare il modello Atalanta anche a Roma. Quando invece ha capito che al momento ciò non è possibile, ha fatto un passo decisivo venendo incontro alla squadra. In quella frase «Devo uscire dalla mia zona di comfort» c'è il segreto della Roma . Una squadra che, aspettando segnali dai nuovi arrivati il cui apporto sinora è stato pressoché nullo, è rimasta la stessa dello scorso anno. E come tale non poteva non ripartire dal suo punto di forza che aveva permesso a Ranieri, nel 2025, di ottenere 49 punti in 20 partite (media 2,45). Gasp ha mantenuto pressoché la stessa velocità di crociera inanellando 5 vittorie in 6 gare (2,5) snaturando però il suo credo. (...) Gasp prosegue nella volontà di allargare lo zoccolo duro, quello composto dagli 8/9 «che vanno da Svilar a Matias». Prima Hermoso, poi Pellegrini, a Firenze ha puntato su Baldanzi , il continuare a dare fiducia a Dovbyk , quattro elementi che fosse dipeso esclusivamente dalla società sarebbero già altrove. Ma non c'è tempo per rimuginare. Il periodo delle polemiche e delle arrabbiature per quello che poteva essere e non è stato sul mercato, è alle spalle. O quantomeno rimandato a gennaio. Il presente è quello che conta. Anche perché la panchina ha sempre fatto la differenza nel suo percorso da allenatore. A Bergamo in 9 anni ha cambiato il 50% delle volte i tre interpreti del tridente offensivo in corsa e il 78% almeno due elementi su tre. (...) Ma dopo la sosta, si inizierà a giocare ogni tre giorni fino alla fine dell'anno e allora i nuovi, rimasti sinora a guardare, debbono dare un segnale più incisivo. Aspettando di vedere Bailey, Wesley, El Ayanoui, Ferguson, Ghilardi, Ziolkowski e Tsimikas per ora sono state delle comparse o poco più. (...) (Il Messaggero)

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