Cristian Chivu , ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell' Inter , è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro la sua ex squadra. La partita andrà in scena domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro e il tecnico ha risposto alle domande dei cronisti riguardanti la sfida.
Come arriva la squadra? "Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po' di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po' dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi".
Preoccupato dalla condizione mentale degli azzurri? "Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l'hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l'amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l'amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l'hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo".
Il ritorno di Lautaro? "Per me i risultati fanno parte di una maratona. I drammi con un pareggio si fanno solo all'Inter, non con le altre: fa parte dell'andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l'apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente".
Che Roma troverete? "Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l'ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata".
Cosa ti senti di dire a questa squadra? "Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l'ho lasciato in stampelle e poi l'ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l'hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n'è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L'ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione".
Come sta Bastoni? "Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l'accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l'amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l'hai messa".
C'è la sensazione che si aspetti che l'Inter debba perdere il campionato? "Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l'episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l'ho più vista. Finché si tratta dell'Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E' una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell'Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere".
Si è stupito da Esposito che ha calciato il primo rigore? "Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un'età molto giovane con l'importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l'importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E' un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l'è presa".
Ti sembra normale che arbitri che non vogliono arbitrare il Napoli possano essere designati per l'Inter? "Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo".
Come ha trovato Thuram? "Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l'ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell'essere focalizzato per farsi trovare pronto".
Che consiglio ha dato a Bastoni? "Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos'è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l'ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità".
Cristian Chivu , ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell’ Inter , è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro la sua ex squadra. La partita andrà in scena domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro e il tecnico ha …
Cristian Chivu , ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell' Inter , è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro la sua ex squadra. La partita andrà in scena domani alle ore 20:45 allo Stadio San Siro e il tecnico ha risposto alle domande dei cronisti riguardanti la sfida.
Come arriva la squadra? "Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po' di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po' dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi".
Preoccupato dalla condizione mentale degli azzurri? "Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l'hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l'amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l'amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l'hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo".
Il ritorno di Lautaro? "Per me i risultati fanno parte di una maratona. I drammi con un pareggio si fanno solo all'Inter, non con le altre: fa parte dell'andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l'apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente".
Che Roma troverete? "Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l'ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata".
Cosa ti senti di dire a questa squadra? "Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l'ho lasciato in stampelle e poi l'ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l'hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n'è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L'ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione".
Come sta Bastoni? "Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l'accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l'ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l'amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l'hai messa".
C'è la sensazione che si aspetti che l'Inter debba perdere il campionato? "Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l'episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l'ho più vista. Finché si tratta dell'Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E' una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell'Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere".
Si è stupito da Esposito che ha calciato il primo rigore? "Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un'età molto giovane con l'importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l'importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E' un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l'è presa".
Ti sembra normale che arbitri che non vogliono arbitrare il Napoli possano essere designati per l'Inter? "Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo".
Come ha trovato Thuram? "Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l'ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell'essere focalizzato per farsi trovare pronto".
Che consiglio ha dato a Bastoni? "Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos'è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l'ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità".


