IL ROMANISTA - Attendere o intervenire? Nel calcio moderno, dove il tempo è spesso l'asset più prezioso, la parola "terapia conservativa" è diventata il mantra di staff medici e società. L'obiettivo è senza dubbio nobile: evitare l'invasività dell'operazione, preservare l'integrità anatomica e accorciare di conseguenza i tempi di recupero. Tuttavia, in casa Roma , questa strategia si è trasformata spesso in un pericoloso boomerang, portando a lunghi periodi di inattività conclusi, inevitabilmente, con il calciatore sotto i ferri.
Paulo Dybala è solo l'ennesimo caso stagionale (potenzialmente il terzo) in cui la terapia conservativa non ha portato i frutti sperati. Il primo è stato Artem Dovbyk : il gigante ucraino aveva rimediato nella sfida contro il Lecce dello scorso 6 gennaio una lesione miotendinea alla coscia sinistra rimediata, dopo aver siglato anche un gol. L'iniziale diagnosi aveva però condotto lo staff medico giallorosso e il calciatore a iniziare un percorso riabilitativo a Trigoria, senza prendere in considerazione l'intervento chirurgico. Pochi giorni dopo, dieci per l'esattezza, il dietrofront e la decisione di finire sotto i ferri. (...)
Non c'è ancora certezza ma tutti gli indizi portano a pensare che lo stesso tipo di percorso, forse ancor più tormentato, lo percorrerà anche Evan Ferguson . Diversi problemi alle caviglie nel corso della stagione, l'ultima apparizione il 22 gennaio con lo Stoccarda . Da quel momento la decisione di gestire la fragilità articolare con un percorso personalizzato, allontanando lo spettro di un intervento chirurgico, divenuto, nelle ultime ore, uno scenario imminente: addio ai sogni mondiali, addio Roma.
E arriviamo a Dybala : la Joya si era fermata a fine gennaio con il Milan , ad Atene zoppicava vistosamente ma gli esami non avevano dato riscontri precisi. Terapia conservativa per cercare di riaverlo al meglio, ma oltre ad una panchina "simbolica" con la Juventus la Roma non ha tratto alcun beneficio, il calciatore men che mai. Ieri l'intervento a certificare l'ennesima terapia conservativa tornata indietro come un boomerang. Sommando i mesi di assenza, ad oggi, tra Dovbyk (110 giorni), Ferguson (99 giorni) e Dybala (potenziali 120 complessivi) arriviamo a quasi 11. Chissà che Roma sarebbe stata con loro...
IL ROMANISTA – Attendere o intervenire? Nel calcio moderno, dove il tempo è spesso l’asset più prezioso, la parola “terapia conservativa” è diventata il mantra di staff medici e società. L’obiettivo è senza dubbio nobile: evitare l’invasività dell’oper…
IL ROMANISTA - Attendere o intervenire? Nel calcio moderno, dove il tempo è spesso l'asset più prezioso, la parola "terapia conservativa" è diventata il mantra di staff medici e società. L'obiettivo è senza dubbio nobile: evitare l'invasività dell'operazione, preservare l'integrità anatomica e accorciare di conseguenza i tempi di recupero. Tuttavia, in casa Roma , questa strategia si è trasformata spesso in un pericoloso boomerang, portando a lunghi periodi di inattività conclusi, inevitabilmente, con il calciatore sotto i ferri.
Paulo Dybala è solo l'ennesimo caso stagionale (potenzialmente il terzo) in cui la terapia conservativa non ha portato i frutti sperati. Il primo è stato Artem Dovbyk : il gigante ucraino aveva rimediato nella sfida contro il Lecce dello scorso 6 gennaio una lesione miotendinea alla coscia sinistra rimediata, dopo aver siglato anche un gol. L'iniziale diagnosi aveva però condotto lo staff medico giallorosso e il calciatore a iniziare un percorso riabilitativo a Trigoria, senza prendere in considerazione l'intervento chirurgico. Pochi giorni dopo, dieci per l'esattezza, il dietrofront e la decisione di finire sotto i ferri. (...)
Non c'è ancora certezza ma tutti gli indizi portano a pensare che lo stesso tipo di percorso, forse ancor più tormentato, lo percorrerà anche Evan Ferguson . Diversi problemi alle caviglie nel corso della stagione, l'ultima apparizione il 22 gennaio con lo Stoccarda . Da quel momento la decisione di gestire la fragilità articolare con un percorso personalizzato, allontanando lo spettro di un intervento chirurgico, divenuto, nelle ultime ore, uno scenario imminente: addio ai sogni mondiali, addio Roma.
E arriviamo a Dybala : la Joya si era fermata a fine gennaio con il Milan , ad Atene zoppicava vistosamente ma gli esami non avevano dato riscontri precisi. Terapia conservativa per cercare di riaverlo al meglio, ma oltre ad una panchina "simbolica" con la Juventus la Roma non ha tratto alcun beneficio, il calciatore men che mai. Ieri l'intervento a certificare l'ennesima terapia conservativa tornata indietro come un boomerang. Sommando i mesi di assenza, ad oggi, tra Dovbyk (110 giorni), Ferguson (99 giorni) e Dybala (potenziali 120 complessivi) arriviamo a quasi 11. Chissà che Roma sarebbe stata con loro...


