
Marten De Roon, centrocampista e capitano dell'Atalanta e uno dei fedelissimi di Gian Piero Gasperini a Bergamo, è stato ospite del podcast di Alessandro Cattelan Supernova. Di seguito, dunque, uno stralcio delle dichiarazioni del calciatore olandese, che ha parlato anche dell'attuale allenatore della Roma: "Io mi sono trovato molto bene con lui, lo sento ancora ogni tanto. Grazie a lui sono diventato un giocatore molto più forte: ho giocato la Champions League e in Nazionale, abbiamo raggiunto obiettivi che non avremmo mai immaginato. Lo ringrazio tanto. In tanti lo vedono come un allenatore 'cattivo' o altro, ma io non lo ho mai visto così. A noi ha portato tantissimi risultati e quindi lo segui ciecamente, senza pensare. All’Inter, invece, forse è arrivato in una squadra dove c’erano tanti campioni che hanno pensato: “A me questo lavoro non serve, sono già diventato campione facendo le mie cose”. Secondo me alla Juventus avrebbe fatto fatica. Alla Roma conosceva già un paio di ragazzi e, visto che negli ultimi anni i risultati non sono andati benissimo, probabilmente hanno pensato: “Se lui è riuscito ad arrivare a certi risultati con l’Atalanta può portarli anche qui, possiamo arrivare in Champions e forse giocare per lo scudetto”. Secondo me lo hanno seguito per questo motivo. Perché, ogni tanto, è difficile seguirlo. Anch’io ho fatto molta fatica nei primi mesi. Ci sono partite in cui hai le gambe pesanti e non riesci a muoverti. Però, a un certo punto, ti abitui e pensi: “Mamma mia, riesco a spingere fino al 90', mentre prima dopo 60 minuti arrivava il calo”. Devi però essere davvero convinto del lavoro che fai. Se invece hai molto talento e senti di averne meno bisogno, secondo me sei molto meno convinto di seguire questo tipo di percorso". E poi, sull'affetto che prova nei confronti dei suoi giocatori: "Di solito è molto emozionato (davanti alle telecamere, ndr). Ha un suo personaggio, in allenamento non vuole avere troppo rapporto o troppo legame perché dice 'se ti devo sgridare, come faccio?'. Tratta tutti allo stesso modo, ma poi fuori dal campo è una persona molto buona e affettuosa. Tanti ragazzi che hanno giocato con lui lo salutano molto volentieri. Poi ovviamente ci sono sempre i 'casi', giocatori che lo vedono come cattivo perché magari giocano meno. Gasperini ha la sua mentalità e la sua visione, a volte difficile da capire, ma se lo confronti a mente aperta ti fa diventare un giocatore più forte".

