Daniele De Rossi contro " mamma Lupa ", atto secondo. L'allenatore del Genoa sfida di nuovo la Roma, il suo passato. All'Olimpico fu 3-1 per la Magica, senza storia. Domani alle 18 si replica ma con una differenza. Stavolta si gioca al Ferraris. DDR affronterà il suo grande amore giallorosso. Ma alla sua sinistra ci sarà la Nord con cui ha esultato con grande trasporto dopo il 3-2 al Bologna, cuore pulsante del tifo rossoblù che in questi mesi gli sta facendo battere forte il petto. Incrocio dai sentimenti forti. De Rossi è curioso di viverlo a Marassi.
« Non è mai una partita come le altre, ma ci sto facendo il callo . Sono concentrato per i punti che vogliamo per salvarci. Saluterò tante persone a cui voglio e vorrò sempre bene, ma mi la piacere giocarla in casa stavolta, perché l'ultimo ricordo che ho del Ferraris è uno stadio in festa, caldo, entusiasta, vicino alla squadra. È stato emozionante, vorrei rientrare e ritrovarlo così ». Genoa per la salvezza, Roma per la Champions.
Nella Capitale il divario fu netto « la peggior partita da quando sono qui , ci mancò la reazione e non è mai più successo ». Ricordo da trasformare in stimoli extra. « C'è un pizzico di senso di rivalsa - prosegue il mister - non nei confronti della Roma ma di noi stessi: all'andata è l'unica volta che mi sono guardato allo specchio e non ero orgoglioso di me più che della squadra, di ciò che avevo organizzato. Giocare in casa ci darà una mano, renderà tutto più normale ».
De Rossi sa che, pur senza volerlo, l'aspetto psicologico, potrebbe aver pesato all'Olimpico. « Se su 17/18 partite l'unica fatta male è quella dove io sono tornato a casa dopo tanto tempo, un paio di domande me le devo fare. Forse anch'io non ero lo stesso allenatore delle altre volte. Ho provato a rendere più normale possibile quella partita, facendo capire ai giocatori che non mi interessava il passalo, che volevo solo vincere ed è tutt'ora cosi. Magari ho caricato troppo i giocatori. La controprova non c'è, forse l'avremo al Ferraris ma ricordiamoci che la Roma in casa ha vinto quasi sempre ». Nella Capitale l'approccio fu buono: «L'ho rivisto e ai ragazzi ho detto, i primi minuti tanta roba eh! Peccato per gli altri 80...- sorride DDR [...].
(Il Secolo XIX)
Daniele De Rossi contro ” mamma Lupa “, atto secondo. L’allenatore del Genoa sfida di nuovo la Roma, il suo passato. All’Olimpico fu 3-1 per la Magica, senza storia. Domani alle 18 si replica ma con una differenza. Stavolta si gioca al Ferraris. DDR …
Daniele De Rossi contro " mamma Lupa ", atto secondo. L'allenatore del Genoa sfida di nuovo la Roma, il suo passato. All'Olimpico fu 3-1 per la Magica, senza storia. Domani alle 18 si replica ma con una differenza. Stavolta si gioca al Ferraris. DDR affronterà il suo grande amore giallorosso. Ma alla sua sinistra ci sarà la Nord con cui ha esultato con grande trasporto dopo il 3-2 al Bologna, cuore pulsante del tifo rossoblù che in questi mesi gli sta facendo battere forte il petto. Incrocio dai sentimenti forti. De Rossi è curioso di viverlo a Marassi.
« Non è mai una partita come le altre, ma ci sto facendo il callo . Sono concentrato per i punti che vogliamo per salvarci. Saluterò tante persone a cui voglio e vorrò sempre bene, ma mi la piacere giocarla in casa stavolta, perché l'ultimo ricordo che ho del Ferraris è uno stadio in festa, caldo, entusiasta, vicino alla squadra. È stato emozionante, vorrei rientrare e ritrovarlo così ». Genoa per la salvezza, Roma per la Champions.
Nella Capitale il divario fu netto « la peggior partita da quando sono qui , ci mancò la reazione e non è mai più successo ». Ricordo da trasformare in stimoli extra. « C'è un pizzico di senso di rivalsa - prosegue il mister - non nei confronti della Roma ma di noi stessi: all'andata è l'unica volta che mi sono guardato allo specchio e non ero orgoglioso di me più che della squadra, di ciò che avevo organizzato. Giocare in casa ci darà una mano, renderà tutto più normale ».
De Rossi sa che, pur senza volerlo, l'aspetto psicologico, potrebbe aver pesato all'Olimpico. « Se su 17/18 partite l'unica fatta male è quella dove io sono tornato a casa dopo tanto tempo, un paio di domande me le devo fare. Forse anch'io non ero lo stesso allenatore delle altre volte. Ho provato a rendere più normale possibile quella partita, facendo capire ai giocatori che non mi interessava il passalo, che volevo solo vincere ed è tutt'ora cosi. Magari ho caricato troppo i giocatori. La controprova non c'è, forse l'avremo al Ferraris ma ricordiamoci che la Roma in casa ha vinto quasi sempre ». Nella Capitale l'approccio fu buono: «L'ho rivisto e ai ragazzi ho detto, i primi minuti tanta roba eh! Peccato per gli altri 80...- sorride DDR [...].
(Il Secolo XIX)


