Un’altra notte amara, l’ennesima. L’Italia cade ai rigori contro la Bosnia nella finale playoff e manca la qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva.
Eppure la partita si era messa subito sui binari giusti. Gli azzurri partono con il piede giusto e trovano il vantaggio grazie a Moise Kean, dando l’impressione di poter controllare la gara. L’episodio che cambia tutto arriva però poco dopo: l’espulsione di Alessandro Bastoni lascia l’Italia in inferiorità numerica e costringe la squadra a ridisegnarsi.
Nella ripresa la Bosnia ne approfitta dopo le occasioni fallite da Pio Esposito e Di Marco e trova il gol del pareggio con Tabakovic, riportando il match in equilibrio. Da lì in avanti diventa una battaglia di resistenza: nei tempi supplementari l’Italia stringe i denti e riesce a trascinare la sfida fino ai calci di rigore.
Dal dischetto arriva la condanna. Gli errori di Pio Esposito e Cristante risultano decisivi, mentre i bosniaci si dimostrano impeccabili, trasformando tutti e quattro i tentativi.
Il verdetto è durissimo: eliminazione e niente Mondiale. Ancora una volta. Un risultato che pesa come un macigno e che conferma la crisi degli azzurri, lasciando aperti interrogativi profondi sul presente e sul futuro del movimento.
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Giallorossi.net – Andrea Fiorini
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