RETE SPORT - Gianluca Falsini , ex allenatore della Roma Primavera , ha analizzato lo stato di crisi del calcio italiano e ha ripercorso la sua esperienza nel settore giovanile giallorosso, sottolineando le carenze metodologiche e gestionali del sistema nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni.
Qual è la sua opinione sul livello attuale del calcio espresso in Italia? "Non mi sono disamorato del calcio italiano, ma dobbiamo cercare di migliorarci come professionisti. Ieri non ho visto Bosnia-Italia dall'inizio perché non era la gara che avrei dovuto guardare a livello di contenuti. Nel nostro Paese ci sono pochi allenatori che mi piacciono per come sviluppano il gioco, che spesso è noioso. In Europa ci sono realtà più piacevoli. Ho preferito guardare Svezia-Polonia perché ho avuto la fortuna di allenare Zalewski, che ha anche segnato".
Cosa non l'ha convinta della narrazione attorno alla Nazionale? "Non mi è piaciuta la narrazione pre-partita: si parlava di 8.000 persone e del campo brutto come se fosse il clima peggiore in assoluto. È la stessa capienza di Arezzo-Ascoli, di cosa parliamo? Troviamo scuse da vent'anni mentre gli altri ci passano avanti. Ha ragione Ventura: sono due decenni di fallimento. Lui era un ottimo tecnico, Conte all'inizio ne ha copiato parecchie idee, ma il problema è che si parla di cambiamenti per tre giorni e il quarto si pensa solo a chi vincerà il campionato".
È vero che in Italia non nascono più talenti? "È una grande falsità. Luis Enrique fa giocare i 2007 e i 2008 in Champions League. Sono dieci anni che giro per i campi e di qualità ne vedo tanta, magari non avremo Yamal, ma il talento esiste. Contro la Bosnia, su un campo brutto dove serviva fisicità, perché gioca Retegui e non un calciatore in forma come Pio Esposito? Il problema non sono i tecnici, ma i dirigenti. E a cascata la scuola, dove l'educazione fisica è sparita. La società è cambiata ovunque, anche in Spagna e Francia usano i cellulari, ma lì lavorano diversamente".
Che ricordo ha della sua esperienza a Trigoria sotto il profilo metodologico? "Alla Roma, nonostante quattro anni di successi, mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena pochissimo nei settori giovanili. Lo stesso vale per le prime squadre. Ho chiesto spesso di integrare le sedute. Ci sono tecnici bravi, ma vanno messi al posto giusto. In Germania, dopo l'uscita dall'Europeo, il governo calcistico si è riunito dopo una settimana per apportare modifiche".
Quali sono i giovani più interessanti che ha seguito nel vivaio giallorosso? "Escludendo i vari Cancellieri, Bove e Zalewski, dico Coletta, che ora è al Benfica, Mannini e Reale: hanno grandi potenzialità. C’è Romano che sta facendo un ottimo campionato allo Spezia, oltre a Di Nunzio e Nardin. Mi dispiace che ora non stia giocando Belmonte, con me ha fatto follie. La Roma ha tanti ragazzi validi, ma serve un percorso di accompagnamento strutturato tra le varie categorie".
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RETE SPORT – Gianluca Falsini , ex allenatore della Roma Primavera , ha analizzato lo stato di crisi del calcio italiano e ha ripercorso la sua esperienza nel settore giovanile giallorosso, sottolineando le carenze metodologiche e gestionali del sist…
RETE SPORT - Gianluca Falsini , ex allenatore della Roma Primavera , ha analizzato lo stato di crisi del calcio italiano e ha ripercorso la sua esperienza nel settore giovanile giallorosso, sottolineando le carenze metodologiche e gestionali del sistema nazionale. Di seguito le sue dichiarazioni.
Qual è la sua opinione sul livello attuale del calcio espresso in Italia? "Non mi sono disamorato del calcio italiano, ma dobbiamo cercare di migliorarci come professionisti. Ieri non ho visto Bosnia-Italia dall'inizio perché non era la gara che avrei dovuto guardare a livello di contenuti. Nel nostro Paese ci sono pochi allenatori che mi piacciono per come sviluppano il gioco, che spesso è noioso. In Europa ci sono realtà più piacevoli. Ho preferito guardare Svezia-Polonia perché ho avuto la fortuna di allenare Zalewski, che ha anche segnato".
Cosa non l'ha convinta della narrazione attorno alla Nazionale? "Non mi è piaciuta la narrazione pre-partita: si parlava di 8.000 persone e del campo brutto come se fosse il clima peggiore in assoluto. È la stessa capienza di Arezzo-Ascoli, di cosa parliamo? Troviamo scuse da vent'anni mentre gli altri ci passano avanti. Ha ragione Ventura: sono due decenni di fallimento. Lui era un ottimo tecnico, Conte all'inizio ne ha copiato parecchie idee, ma il problema è che si parla di cambiamenti per tre giorni e il quarto si pensa solo a chi vincerà il campionato".
È vero che in Italia non nascono più talenti? "È una grande falsità. Luis Enrique fa giocare i 2007 e i 2008 in Champions League. Sono dieci anni che giro per i campi e di qualità ne vedo tanta, magari non avremo Yamal, ma il talento esiste. Contro la Bosnia, su un campo brutto dove serviva fisicità, perché gioca Retegui e non un calciatore in forma come Pio Esposito? Il problema non sono i tecnici, ma i dirigenti. E a cascata la scuola, dove l'educazione fisica è sparita. La società è cambiata ovunque, anche in Spagna e Francia usano i cellulari, ma lì lavorano diversamente".
Che ricordo ha della sua esperienza a Trigoria sotto il profilo metodologico? "Alla Roma, nonostante quattro anni di successi, mi guardavano come un marziano quando dicevo che ci si allena pochissimo nei settori giovanili. Lo stesso vale per le prime squadre. Ho chiesto spesso di integrare le sedute. Ci sono tecnici bravi, ma vanno messi al posto giusto. In Germania, dopo l'uscita dall'Europeo, il governo calcistico si è riunito dopo una settimana per apportare modifiche".
Quali sono i giovani più interessanti che ha seguito nel vivaio giallorosso? "Escludendo i vari Cancellieri, Bove e Zalewski, dico Coletta, che ora è al Benfica, Mannini e Reale: hanno grandi potenzialità. C’è Romano che sta facendo un ottimo campionato allo Spezia, oltre a Di Nunzio e Nardin. Mi dispiace che ora non stia giocando Belmonte, con me ha fatto follie. La Roma ha tanti ragazzi validi, ma serve un percorso di accompagnamento strutturato tra le varie categorie".
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