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Finali amari

IL TEMPO (L. PES) – Il sapore amaro del finale. La batosta subita nel recupero dal gol di Gatti è un colpo difficile da digerire per la Roma che fino a pochi secondi dalla fine del match guidava la corsa alla Champions mentre adesso, sempre in test…

IL TEMPO (L. PES) - Il sapore amaro del finale. La batosta subita nel recupero dal gol di Gatti è un colpo difficile da digerire per la Roma che fino a pochi secondi dalla fine del match guidava la corsa alla Champions mentre adesso, sempre in testa, sente il fiato sul collo delle inseguitrici. Un vizio malsano, quello della gestione finale, che fa da contraltare alla crescita negli scontri diretti. Fino alla gara di due settimane fa contro il Napoli , infatti, i giallorossi non avevano mai subito rimonte in campionato (soltanto tre gol da situazioni di vantaggio arrivati contro P arma, Cremonese e Genoa ) ma al contempo avevano perso tutte le gare contro le big, salvo il punto recuperato al Milan all'Olimpico lo scorso 25 gennaio. Ma il dato che più salta all'occhio dopo Roma-Juve è quello della gestione dei minuti finali. Se per tutta la prima parte di campionato è stato impossibile mettere in difficoltà la squadra di Gasperini, adesso le certezze cominciano a calare, ma, più in generale, succede davvero poco al tramonto dei novanta minuti giallorossi. «Le altre squadre spesso radrizzano le partite nel finale, portando su giocatori molto abili nel gioco aereo, mettendoli dentro nel finale. E non è un caso. Sicuramente è qualcosa anche di studiato, se vogliamo, c'è questa fisicità che nei finali di partita premia molto queste formazioni e noi dobbiamo essere un po' più bravi. Dobbiamo avere un atteggiamento più vivo nelle situazioni finali, a 5 minuti dalla fine voli e non si può parlare di stanchezza sulle palle inattive». I numeri, infatti, danno ragione al tecnico e raccontano di una squadra che tende a spegnersi e che ora, soprattutto e inevitabilmente contro le big, non riesce più a gestire il vantaggio. Dal '76' in poi la Roma in 27 giornate ha segnato soltanto sei gol, dato peggiore delle prime sei della classifica (Inter 17, Juve 12, Milan 11, Como 10, Napoli 8).Primato negativo anche per i gol subiti, sette, come quelli dell'Inter che però di gare ne ha risolte eccome. Ma oltre alle statistiche è facile guardare anche solo alle ultime settimane dove l'Inter batte la Juve al 90', il Milan passa a Cremona con due gol allo scadere, il Napoli guadagna quattro punti tra Genoa e Verona all'ultimo minuto e la stessa Juve con Lazio e Roma rimonta due gol pareggiando dopo il novantesimo. Ma cosa manca a questa Roma per azzannare i finali di partita? Probabilmente maggiore concentrazione e un pizzico meno di paura. Anche perché, come ammette lo stesso Gasp , non può esserci stanchezza nel difendere una palla inattiva o un possesso del pallone quando al 91' di 94 minuti hai un calcio d'angolo a favore. Superato, per il momento, l'astinenza di gol da calcio piazzato (tre nelle ultime due con Cremonese e Juve), ora al tecnico di Grugliasco spetta un altro compito: portare quella sana fame di risultato fino all'ultimo minuto. La crescita dei giallorossi è evidente e visibile nel corso dei novanta minuti, ma per strappare un posto Champions serve un altro scatto di mentalità. Gasp non ha mai ceduto il passo, a parte nella stagione 21-22, a questo punto del campionato. E di certo non vorrà farlo adesso.

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