Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo passo, ai quali ne seguiranno altri in questi giorni. Ma in un clima strano che si respira a Trigoria - con 12 nazionali sparsi per l'Europa e la città che parla ininterrottamente delle frizioni ormai venute allo scoperto tra Gasperini e la dirigenza - il ritorno di Matias è uno squarcio di sole.
Quanto è mancato l'argentino alla Roma, lo sa soltanto l'allenatore. Che lo ha lo ha perso nel momento in cui gli serviva di più, non avendo a disposizione nemmeno Dybala. [...]
Il suo è stato un calvario. Soprattutto i tempi ad un certo punto si sono allungati, sorprendendo lo stesso calciatore. Perché quando dieci giorni prima di Roma-Juve Soulé si è sottoposto ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per riparare il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l'infiammazione e alleviando il dolore cronico, la quasi certezza (anche grazie al lavoro dell'osteopata di fiducia) era quella di poter essere almeno convocabile per il match con i bianconeri . Niente di tutto ciò. Anzi, da quel momento in poi è iniziato un lungo tunnel dal quale Soulé ha messo fuori la testa soltanto ieri.
È chiaro che il calciatore in primis non intende forzare . Ma questa è un'idea comune a Trigoria. Anche perché restare fermo per 38 giorni, al di là del lavoro differenziato che viene svolto, fa sì che l'argentino debba recuperare un minimo di condizione. Tra l'altro proprio in questa pausa Gasperini ha immaginato un mini-richiamo di preparazione per provare a rilanciare in vista del rush finale . Massima cautela, quindi. Anche perché una ricaduta in questi casi, rischierebbe di compromettere il resto della stagione.
Otto partite dove Matias si gioca sì la Champions con la Roma ma anche le residue, seppur minime, possibilità di strappare una convocazione in extremis per il Mondiale . Il ct Scaloni, al di là delle solite parole di circo-stanza, non lo ha mai considerato più di tanto. Ma se Soulé dovesse trascinare la Roma tra le prime quattro a suon di gol, sarebbe difficile anche per una nazionale importante come quella argentina fare finta di nulla.
(Il Messaggero)
Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo…
Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo passo, ai quali ne seguiranno altri in questi giorni. Ma in un clima strano che si respira a Trigoria - con 12 nazionali sparsi per l'Europa e la città che parla ininterrottamente delle frizioni ormai venute allo scoperto tra Gasperini e la dirigenza - il ritorno di Matias è uno squarcio di sole.
Quanto è mancato l'argentino alla Roma, lo sa soltanto l'allenatore. Che lo ha lo ha perso nel momento in cui gli serviva di più, non avendo a disposizione nemmeno Dybala. [...]
Il suo è stato un calvario. Soprattutto i tempi ad un certo punto si sono allungati, sorprendendo lo stesso calciatore. Perché quando dieci giorni prima di Roma-Juve Soulé si è sottoposto ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per riparare il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l'infiammazione e alleviando il dolore cronico, la quasi certezza (anche grazie al lavoro dell'osteopata di fiducia) era quella di poter essere almeno convocabile per il match con i bianconeri . Niente di tutto ciò. Anzi, da quel momento in poi è iniziato un lungo tunnel dal quale Soulé ha messo fuori la testa soltanto ieri.
È chiaro che il calciatore in primis non intende forzare . Ma questa è un'idea comune a Trigoria. Anche perché restare fermo per 38 giorni, al di là del lavoro differenziato che viene svolto, fa sì che l'argentino debba recuperare un minimo di condizione. Tra l'altro proprio in questa pausa Gasperini ha immaginato un mini-richiamo di preparazione per provare a rilanciare in vista del rush finale . Massima cautela, quindi. Anche perché una ricaduta in questi casi, rischierebbe di compromettere il resto della stagione.
Otto partite dove Matias si gioca sì la Champions con la Roma ma anche le residue, seppur minime, possibilità di strappare una convocazione in extremis per il Mondiale . Il ct Scaloni, al di là delle solite parole di circo-stanza, non lo ha mai considerato più di tanto. Ma se Soulé dovesse trascinare la Roma tra le prime quattro a suon di gol, sarebbe difficile anche per una nazionale importante come quella argentina fare finta di nulla.
(Il Messaggero)


