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Gravina: “Roma, Juve, Milan e Inter proposero di ridurre la Serie A a 18 squadre, ma De Laurentiis votò contro. EURO2032? L’Italia non lo perderà”

Gravina: “Roma, Juve, Milan e Inter proposero di ridurre la Serie A a 18 squadre, ma De Laurentiis votò contro. EURO2032? L’Italia non lo perderà”

RADIO KISS KISS – Gabriele Gravina , ex presidente della FIGC , è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermando su Aurelio De Laurentiis , svelando un retroscena inaspettato sulla proposta da parte d…

RADIO KISS KISS - Gabriele Gravina , ex presidente della FIGC , è intervenuto ai microfoni dell'emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermando su Aurelio De Laurentiis , svelando un retroscena inaspettato sulla proposta da parte di Juventus , Inter , Milan e Roma di ridurre a 18 squadre la Serie A . Ecco le sue parole: "Il presidente De Laurentiis è un dirigente brillante, con cui mi confronto sempre volentieri. Tuttavia, i diritti televisivi sono stati già assegnati fino al 2029 e intervenire su quell’accordo, stipulato dalla Lega Serie A, sarebbe molto complesso. Inoltre, ho ricevuto la richiesta da Juventus, Milan, Inter e Roma di ridurre la Serie A a 18 squadre, ma il presidente De Laurentiis ha espresso voto contrario. Un mese fa ho presentato al tavolo tecnico la diciassettesima proposta di riforma dei campionati: quando si parla di calcio italiano, è necessario essere sempre molto onesti ". Antonio Conte prossimo ct? " Lo conosco molto bene, è una persona straordinaria. Sarebbe però ingeneroso commentare scelte che potrebbero riguardare il prossimo presidente federale. I tempi sono stretti e prima del 22 giugno questa situazione non sarà definita". Cosa si rimprovera? "Solo chi lavora può sbagliare. Sicuramente ho commesso degli errori, ma sono stati raggiunti anche risultati importanti. Non è questo il momento di elencarli, ma è giusto ricordare la battaglia per la sopravvivenza del calcio durante il COVID, la vittoria dell’Europeo, i successi delle Nazionali giovanili e l’assegnazione di UEFA Euro 2032, che rappresenta una grande opportunità per rilanciare la nostra capacità organizzativa e l’Italia non lo perderà. Senza unità di intenti, però, non si può fare più di quanto fatto finora, e questo forse avrei dovuto comprenderlo prima". La situazione del calcio italiano? "Dobbiamo riconoscere con onestà che il calcio italiano è cresciuto e ha raggiunto livelli importanti, ma mi auguro che possa migliorare ancora. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale, avrei voluto presentare un documento alla Camera dei Deputati prima delle mie dimissioni: credo infatti che, per il bene del calcio italiano, sia fondamentale anteporre l’interesse comune ai posizionamenti personali, anche nei rapporti con la politica. Non voglio muovere accuse, ma è necessario riflettere su alcune modalità che finiscono per rallentare i processi e bloccare il sistema delle riforme. Ognuno dovrebbe lavorare per un bene superiore, quello generale, e non per la tutela dei singoli interessi. Il problema non riguarda le persone: nel nostro sistema ci sono figure di grandissimo valore. Tuttavia, l’ostacolo principale resta quello che definisco il “diritto di veto”. Tutti chiedono riforme, ma pochi sono disposti a rinunciare al proprio potere decisionale. Anche la politica, in questo senso, non ha dato il supporto necessario, chiedendo invece di intervenire sull’autonomia della legge".

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