Solo la pura essenza di un derby, e la sua immortale magia, può aiutare la Lazio. Non ci sono obiettivi, non c'è supremazia cittadina. Due percorsi diversi, con finale opposto: la Lazio la sua stagione l'ha terminata, la Roma se la gioca proprio oggi. La squadra di Gasp ha dimostrato di essere più forte, lo dice la classifica e di stracittadine recenti è avanti, ne ha vinte tre delle ultime quattro, mentre la Lazio non supera la Roma in campionato da tre anni, erano i tempi di Sarri contro Mou. Il divario è netto, dimostrato fin dal principio della stagione, fatta di alti e bassi per la Roma, piatta e monocorde per la Lazio, che ha trovato ossigeno nel percorso in Coppa Italia. Vincere il derby è utile per dirla alla Gasperini, "rovinare la frittata alla Roma", che invece ha il peso di non poter sbagliare. La Lazio - scrive Alessandro Angeloni su 'Il Messaggero' - oggi si gioca nulla o quasi, tranne l'eventuale ottavo posto e la possibilità di non disputare i turni preliminari di Coppa Italia. E il derby diventa paradosso: la Lazio gioca per due risultati, la Roma per uno, solo quello, la vittoria, tre punti per la speranza. Scegli tu cosa leggere: metti Forzaroma tra le tue fonti Google Una partita tecnicamente sbilanciata, come raramente si è vista da queste parti. Ma non è mai stato un derby tra poveri e non lo sarà nemmeno questo, nonostante si giochi in un orario insolito; nonostante la Lazio abbia molte assenze e la Roma rischia di perdere Koné all'ultimo; nonostante sugli spalti ci sia uno spettacolo a metà, con i pochi laziali dentro l'Olimpico e tanti fuori, con i romanisti legittimi invasori della propria casa. Nonostante da una parte ci sia un allenatore, Gasp, padrone della situazione e del futuro, e un altro, Sarri, sulla via dell'uscita. Pensare di aver già vinto è l'errore che non può commettere la Roma, che contro squadre inferiori ha vissuto giornate non proprio all'altezza, su tutte Cagliari e Udinese.
Il derby degli opposti
Il peso della vittoria a tutti i costi può incidere sulla prestazione dei giallorossi, ancora a caccia di un sogno

