La Roma inciampa in casa dell' Udinese e molla la presa sul treno Champions League . Prestazione molto opaca per i giallorossi: "Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano al quinto posto scavalcati anche dalla Juventus dell'ex Spalletti" scrive Tiziano Carmellini sulle colonne de Il Tempo. Alessandro Vocalelli del Corriere dello Sport, si concentra sulla reazione da avere: "E se non è il caso di drammatizzare, considerando l'ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta di rialzarsi presto sui pedali, provando a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione" .
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
A. VOCALELLI - CORRIERE DELLO SPORT
II calcio è davvero una materia misteriosa. Nel giorno in cui si chiude il mercato, e la Roma ne esce da protagonista con acquisti di livello in prima linea, il posticipo a Udine si trasforma in una grande delusione. Già, perché i friulani si prendono la loro serata di gloria, costringendo la squadra di Gasperini a una sconfitta che vuol dire quinto posto in classifica. Scavalcati dalla Juve, i giallorossi pagano proprio una sfortunata deviazione di Malen. Senza il motore di Koné proprio in questo clima agonistico la squadra ha finito per soffrire eccessivamente. E se non è il caso di drammatizzare, considerando l'ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta si rialzarsi presto sui pedali, provando anche a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione. Con 27 reti all'attivo i giallorossi hanno infatti l'ottavo attacco del campionato: toccherà a Malen, Robinio Vaz e al nuovo arrivato Zaragoza il compito di invertire la marcia. In ballo non c'è solo il prestigio, ma anche la possibilità di rilanciare ulteriormente, con i proventi della Coppa più importante.
M. FERRETTI - CORRIERE DELLO SPORT
Ce lo dirà soltanto il campo, tra qualche tempo, se il mercato di gennaio sarà stato veramente di riparazione o se invece non avrà riparato nulla. Dal punto di vista numerico, la rosa della Roma appare migliorata, ma. più che la quantità conta la qualità. Ecco perché oggi è impossibile dispensare certezze: va attesa la risposta reale, quella certificata dal rendimento. Inutile fare previsioni. La Roma aveva bisogno di aggiustare l'attacco e adesso si ritrova con 4 centravanti e una robusta batteria di esterni. Dieci giocatori per tre maglie: a livello numerico ci siamo, da controllare, l'affidabilità. Eccolo, il punto. La Roma non poteva permettersi un mercato aggressivo ma ha dovuto cogliere occasioni alla sua portata per non tradire i buoni propositi e le promesse con l'Uefa. Da qui tentennamenti, ritardi e scelte obbligate, con l'eccezione di Robinio Vaz. Intanto, la "nuova" Roma, con un solo neo acquisto invernale in campo dal primo minuto, a Udine ha steccato in malo modo, incassando l'ottava sconfitta in campionato e precipitando al quinto posto in classifica. Roma strana, bruttina e senza furore agonistico. Voto basso, stavolta.
P. CONDÒ - CORRIERE DELLA SERA
Per quanto abbastanza episodica, la sconfitta di Udine impedisce alla Roma il rientro nel quartetto della Champions e ne raffredda l'entusiasmo per una campagna di gennaio coerente con l'antica definizione di mercato di riparazione: Massara ha «riparato» le amnesie dell'estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni, vedremo ora quanto la doccia fredda di Udine inciderà. Erano evidenti da ottobre le lacune davanti: al di là della confusione di ieri, gli ingaggi di una punta pronta come Malen, duc di prospettiva come Venturino e Robinio Vaz e una scommessa pura come Zaragoza hanno trasformato il reparto. La Roma è stata l'unica delle prime a intervenire in profondità, e questo malgrado il movimentismo di Milan e Juventus avesse suggerito un upgrade dell'obiettivo Champions.
T. CARMELLINI - IL TEMPO
Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano, dopo la sconfitta del Friuli, al quinto posto in classifica scavalcati anche dalla Juventus dell'ex Spalletti. Una serata no, un arbitro mediocre, assenze pesanti e anche un po' di sfortuna: arriva l'ottavo ko stagionale. Ora, è vero che un solo giocatore non può fare la differenze tra una squadra che vince o una che perde in Friuli, ma l'assenza di Koné é è un macigno per questo gruppo. Senza di lui c'è u vero buco li in mezzo e Gasperini arrangia il centrocampo che può. C'è l'inesauribile Cristante, la qualità di El Aynaoui, ma manca il passo in più del francese: l'uomo d'ordine. E qualche metro più avanti la fantasia di Dybala altra assenza pesantissima. Poi c'è il nodo Pellegrini: se sta in queste condizioni è come giocare con un uomo in meno. Dispiace, ma è la triste realtà: non entra mai in partita e fa mancare il suo apporto anche in fase di copertura. Quando nella ripresa Gasperini lo cambia per Venturino i tifosi romanisti tirano un sospiro di sollievo. La Roma fatica, prende ritmo con il passare dei minuti, ma si perde sempre negli ultimi metri. Il resto è poca roba, arrembaggio finale che porta solo a un gol annullato per fuorigioco e da qui in avanti Gasperini dovrà rivedere qualcosa. Ora subito in piedi per preparare la sfida al Cagliari e tornare a un successo che manca ormai da due gare: troppe se si vuole restare agganciati ai primi
La Roma inciampa in casa dell’ Udinese e molla la presa sul treno Champions League . Prestazione molto opaca per i giallorossi: “Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano al quinto posto scava…
La Roma inciampa in casa dell' Udinese e molla la presa sul treno Champions League . Prestazione molto opaca per i giallorossi: "Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano al quinto posto scavalcati anche dalla Juventus dell'ex Spalletti" scrive Tiziano Carmellini sulle colonne de Il Tempo. Alessandro Vocalelli del Corriere dello Sport, si concentra sulla reazione da avere: "E se non è il caso di drammatizzare, considerando l'ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta di rialzarsi presto sui pedali, provando a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione" .
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
A. VOCALELLI - CORRIERE DELLO SPORT
II calcio è davvero una materia misteriosa. Nel giorno in cui si chiude il mercato, e la Roma ne esce da protagonista con acquisti di livello in prima linea, il posticipo a Udine si trasforma in una grande delusione. Già, perché i friulani si prendono la loro serata di gloria, costringendo la squadra di Gasperini a una sconfitta che vuol dire quinto posto in classifica. Scavalcati dalla Juve, i giallorossi pagano proprio una sfortunata deviazione di Malen. Senza il motore di Koné proprio in questo clima agonistico la squadra ha finito per soffrire eccessivamente. E se non è il caso di drammatizzare, considerando l'ottimo cammino giallorosso nel doppio binario campionato e Coppa, si tratta si rialzarsi presto sui pedali, provando anche a migliorare il rendimento offensivo che finora ha rappresentato la maggiore preoccupazione. Con 27 reti all'attivo i giallorossi hanno infatti l'ottavo attacco del campionato: toccherà a Malen, Robinio Vaz e al nuovo arrivato Zaragoza il compito di invertire la marcia. In ballo non c'è solo il prestigio, ma anche la possibilità di rilanciare ulteriormente, con i proventi della Coppa più importante.
M. FERRETTI - CORRIERE DELLO SPORT
Ce lo dirà soltanto il campo, tra qualche tempo, se il mercato di gennaio sarà stato veramente di riparazione o se invece non avrà riparato nulla. Dal punto di vista numerico, la rosa della Roma appare migliorata, ma. più che la quantità conta la qualità. Ecco perché oggi è impossibile dispensare certezze: va attesa la risposta reale, quella certificata dal rendimento. Inutile fare previsioni. La Roma aveva bisogno di aggiustare l'attacco e adesso si ritrova con 4 centravanti e una robusta batteria di esterni. Dieci giocatori per tre maglie: a livello numerico ci siamo, da controllare, l'affidabilità. Eccolo, il punto. La Roma non poteva permettersi un mercato aggressivo ma ha dovuto cogliere occasioni alla sua portata per non tradire i buoni propositi e le promesse con l'Uefa. Da qui tentennamenti, ritardi e scelte obbligate, con l'eccezione di Robinio Vaz. Intanto, la "nuova" Roma, con un solo neo acquisto invernale in campo dal primo minuto, a Udine ha steccato in malo modo, incassando l'ottava sconfitta in campionato e precipitando al quinto posto in classifica. Roma strana, bruttina e senza furore agonistico. Voto basso, stavolta.
P. CONDÒ - CORRIERE DELLA SERA
Per quanto abbastanza episodica, la sconfitta di Udine impedisce alla Roma il rientro nel quartetto della Champions e ne raffredda l'entusiasmo per una campagna di gennaio coerente con l'antica definizione di mercato di riparazione: Massara ha «riparato» le amnesie dell'estate dando a Gasperini il materiale necessario per aumentare le ambizioni, vedremo ora quanto la doccia fredda di Udine inciderà. Erano evidenti da ottobre le lacune davanti: al di là della confusione di ieri, gli ingaggi di una punta pronta come Malen, duc di prospettiva come Venturino e Robinio Vaz e una scommessa pura come Zaragoza hanno trasformato il reparto. La Roma è stata l'unica delle prime a intervenire in profondità, e questo malgrado il movimentismo di Milan e Juventus avesse suggerito un upgrade dell'obiettivo Champions.
T. CARMELLINI - IL TEMPO
Un passo indietro per la Roma a Udine. I giallorossi scendono dal treno Champions e si ritrovano, dopo la sconfitta del Friuli, al quinto posto in classifica scavalcati anche dalla Juventus dell'ex Spalletti. Una serata no, un arbitro mediocre, assenze pesanti e anche un po' di sfortuna: arriva l'ottavo ko stagionale. Ora, è vero che un solo giocatore non può fare la differenze tra una squadra che vince o una che perde in Friuli, ma l'assenza di Koné é è un macigno per questo gruppo. Senza di lui c'è u vero buco li in mezzo e Gasperini arrangia il centrocampo che può. C'è l'inesauribile Cristante, la qualità di El Aynaoui, ma manca il passo in più del francese: l'uomo d'ordine. E qualche metro più avanti la fantasia di Dybala altra assenza pesantissima. Poi c'è il nodo Pellegrini: se sta in queste condizioni è come giocare con un uomo in meno. Dispiace, ma è la triste realtà: non entra mai in partita e fa mancare il suo apporto anche in fase di copertura. Quando nella ripresa Gasperini lo cambia per Venturino i tifosi romanisti tirano un sospiro di sollievo. La Roma fatica, prende ritmo con il passare dei minuti, ma si perde sempre negli ultimi metri. Il resto è poca roba, arrembaggio finale che porta solo a un gol annullato per fuorigioco e da qui in avanti Gasperini dovrà rivedere qualcosa. Ora subito in piedi per preparare la sfida al Cagliari e tornare a un successo che manca ormai da due gare: troppe se si vuole restare agganciati ai primi


