Dopo l'eliminazione dall'Europa League per mano del Bologna, sulle colonne dei quotidiani si analizza il momento giallorosso. " Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest'anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così.", scrive Tiziano Carmellini de Il Tempo. Così invece Ivan Zazzaroni sulle colonne del Corriere dello Sport: "Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo"
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Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
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S. VERNAZZA - LA GAZZETTA DELLO SPORT
(...) Nei 90 minuti, i supplementari sono stati più quieti, Roma-Bologna è stata una partita tirata e aperta, molto europea e poco italiana, tanto che viene da chiedersi perché in Serie A si debba per lo più assistere a incontri lenti e sonnecchianti. Perché non se la giocano così anche il sabato e la domenica? È vero che Roma e Bologna sono squadre aggressive, perché così le hanno disegnate i loro allenatori, ed è probabile che la prospettiva del match da dentro o fuori abbia acuito le loro tendenze, però l'incontro dell'Olimpico ci ha detto che alzare i toni e i volumi dell'intensità è possibile, basta volerlo. Il Bologna non è mai stato sotto nel punteggio. A un certo punto si è fatto rimontare, da 3-1 a 3-3, poi ha piazzato la stoccata nel secondo supplementare. Roma ha preso una botta forte. Questa è la quattordicesima sconfitta in 40 partite stagionali: dieci in campionato, tre in Europa, una in Coppa Italia. Sono tante, forse troppe, più di un terzo del "giocato". Sono numeri che farebbero pensare a una crisi di rigetto del gasperinismo se non fosse che la squadra ieri ha reagito alle avversità, si è mostrata viva, si è arresa soltanto sul 4-3. Gasperini rischia di incartarsi sui risultati, la prima unità di misura quando si parla di grandi piazze. Soltanto la qualificazione alla Champions cancellerà la delusione di oggi. Italiano ha rimesso in piedi una stagione che sembrava perduta, destinata a un malinconico finale. Il Bologna volerà per la terza volta a Birmingham. Le precedenti puntate a casa Aston Villa, nella Champions della scorsa stagione, e nella prima fase dell'attuale Europa League, sono finite male. La terza volta capita al momento giusto, il Bologna può puntare tutte le carte sull'Europa. (...)
IL TEMPO - T. CARMELLINI
Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest'anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così. Gasperini ha trasmesso tante cose alla Roma, ma non è riuscito a sfatare un destino che si ripete ciclico: e qualcosa vorrà pure dire. Si completa all'Olimpico nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna, il marzo "maledetto" della Roma: venti giorni per buttare quanto di buono fatto fin qui. Il primo del mese il gol all'overtime di Gatti che cambia la stagione dei giallorossi passati dal più 7 sulla Juve al -1 quindici giorni dopo a seguito del ko in trasferta a Como. Nel mezzo la sfida "in famiglia" contro l'ex De Rossi che castiga la "sua" Roma condannandola all'inferno: era l'8 marzo festa della donna… da festeggiare ben poco. La spinta finale arriva appunto nello scontro diretto in chiave Champions del 15 marzo contro la legione "straniera" di Fabregas: 2-1 e tutti a casa. Nel mezzo la doppia sfida in Europa conclusa con un'eliminazione tanto temuta quanto dolorosa. E il modo in cui si è conclamata questa sconfitta fa ancora più male: una serata maledetta nella quale la Roma risale due volte ma alla fine viene beffata dopo 112 minuti di gioco in una partita davvero spettacolare. Finisce 4-3 davanti al cuore del pubblico giallorosso che ci ha creduto fino all'ultimo sostenendo i suoi oltre ogni immaginazione: ma non è bastato. Forse è presto per fare bilanci, ma è chiaro che da qui alla fine della stagione ai giallorossi resta un solo fronte sul quale lottare prima di definirla a tutti gli effetti una stagione fallimentare e la strada è tutta in salita. Perché dimenticare una serata come questa sarà tutt'altro che facile.
I. ZAZZARONI - CORRIERE DELLO SPORT
Ha vinto il calcio, la qual cosa non consola Gasperini e i romanisti che dall’Europa League sono usciti. Dal punto di vista dell’appassionato e del telespettatore non votante Roma e Bologna hanno infatti offerto uno spettacolo decisamente appagante, una partita superpositiva, nervosa e sfinente. Di quelle con tanti gol, tanti errori, tante emozioni e numerose prodezze tecniche: in particolare Rowe, Castro, Malen e Pellegrini non si sono certo risparmiati. (...) Tra gli sbalordimenti della serata indico la prova di Robinio Vaz che per la prima volta ha mostrato qualcosa di buono (ha preso il rigore e messo in difficoltà Lucumi, tra i migliori in campo); la prestazione di Pellegrini può essere considerata sorprendente soltanto perché all’abilità tecnica che tutti gli riconoscono è riuscito finalmente ad abbinare centralità nella manovra, colpi e recuperi vincenti. Mi ha nuovamente impressionato Malen che è di statura superiore: ha una protezione della palla e un senso della porta non comuni; nel Bologna ha fatto assai bene João Mario giocando con personalità e coraggio. Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo (...)
G. D'UBALDO - CORRIERE DELLO SPORT
(...) Non sono bastate però le magie di Pellegrini, perché la Roma non ha più difesa. Ha incassato altri quattro gol; sono sedici nelle ultime dieci partite, tra campionato ed Europa League. Ama non ha più la difesa che era stata la migliore del campionato. Da diverse settimane non è più così; adesso in campionato Milan e Como hanno subito meno gol e il Bologna in 210 minuti è andato a segno cinque volte. Con i soliti errori individuali che hanno pesato come macigni, anche nella partita in cui è tornata tutta la difesa titolare: Mancini, N'Dicka e Hermoso. Italiano come all'andata ha messo in difficoltà la Roma con gli esterni, Rowe e Bemardeschi hanno fatto impazzire Mancini (sul primo gol) e N'Dicka (sul terzo). La difesa all'inizio della stagione era il punto di forza della Roma di Gasperini. Svilar aveva collezionato tanti clean sheet, sembrava insuperabile. Ora non lo è più, segno che qualcosa si è rotto. Non basta più Mal en. Il gioco della Roma da due mesi a questa parte è tutto finalizzato sull'insostituibile centravanti, che quando trova due marcatori attenti come Lukumi e Vitik (gli unici due giocatori confermati da Italiano rispetto alla partita di domenica scorsa) fatica a liberarsi per il tiro. Così, con la Roma costretta a inseguire il Bologna dal primo tempo, è stato Pellegrini a salire in cattedra, a portarla ai supplementari, ma alla fine non è bastato a evitare l'eliminazione.
Dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna, sulle colonne dei quotidiani si analizza il momento giallorosso. ” Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest’anno. Non importa chi ci sia sulla pan…
Dopo l'eliminazione dall'Europa League per mano del Bologna, sulle colonne dei quotidiani si analizza il momento giallorosso. " Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest'anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così.", scrive Tiziano Carmellini de Il Tempo. Così invece Ivan Zazzaroni sulle colonne del Corriere dello Sport: "Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo"
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Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
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S. VERNAZZA - LA GAZZETTA DELLO SPORT
(...) Nei 90 minuti, i supplementari sono stati più quieti, Roma-Bologna è stata una partita tirata e aperta, molto europea e poco italiana, tanto che viene da chiedersi perché in Serie A si debba per lo più assistere a incontri lenti e sonnecchianti. Perché non se la giocano così anche il sabato e la domenica? È vero che Roma e Bologna sono squadre aggressive, perché così le hanno disegnate i loro allenatori, ed è probabile che la prospettiva del match da dentro o fuori abbia acuito le loro tendenze, però l'incontro dell'Olimpico ci ha detto che alzare i toni e i volumi dell'intensità è possibile, basta volerlo. Il Bologna non è mai stato sotto nel punteggio. A un certo punto si è fatto rimontare, da 3-1 a 3-3, poi ha piazzato la stoccata nel secondo supplementare. Roma ha preso una botta forte. Questa è la quattordicesima sconfitta in 40 partite stagionali: dieci in campionato, tre in Europa, una in Coppa Italia. Sono tante, forse troppe, più di un terzo del "giocato". Sono numeri che farebbero pensare a una crisi di rigetto del gasperinismo se non fosse che la squadra ieri ha reagito alle avversità, si è mostrata viva, si è arresa soltanto sul 4-3. Gasperini rischia di incartarsi sui risultati, la prima unità di misura quando si parla di grandi piazze. Soltanto la qualificazione alla Champions cancellerà la delusione di oggi. Italiano ha rimesso in piedi una stagione che sembrava perduta, destinata a un malinconico finale. Il Bologna volerà per la terza volta a Birmingham. Le precedenti puntate a casa Aston Villa, nella Champions della scorsa stagione, e nella prima fase dell'attuale Europa League, sono finite male. La terza volta capita al momento giusto, il Bologna può puntare tutte le carte sull'Europa. (...)
IL TEMPO - T. CARMELLINI
Venti giorni per buttare una stagione. Alla Roma è riuscito il capolavoro anche quest'anno. Non importa chi ci sia sulla panchina, cambia poco: e non serve far vedere sprazzi di bel gioco, dominare le partite, se poi finisce sempre così. Gasperini ha trasmesso tante cose alla Roma, ma non è riuscito a sfatare un destino che si ripete ciclico: e qualcosa vorrà pure dire. Si completa all'Olimpico nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League contro il Bologna, il marzo "maledetto" della Roma: venti giorni per buttare quanto di buono fatto fin qui. Il primo del mese il gol all'overtime di Gatti che cambia la stagione dei giallorossi passati dal più 7 sulla Juve al -1 quindici giorni dopo a seguito del ko in trasferta a Como. Nel mezzo la sfida "in famiglia" contro l'ex De Rossi che castiga la "sua" Roma condannandola all'inferno: era l'8 marzo festa della donna… da festeggiare ben poco. La spinta finale arriva appunto nello scontro diretto in chiave Champions del 15 marzo contro la legione "straniera" di Fabregas: 2-1 e tutti a casa. Nel mezzo la doppia sfida in Europa conclusa con un'eliminazione tanto temuta quanto dolorosa. E il modo in cui si è conclamata questa sconfitta fa ancora più male: una serata maledetta nella quale la Roma risale due volte ma alla fine viene beffata dopo 112 minuti di gioco in una partita davvero spettacolare. Finisce 4-3 davanti al cuore del pubblico giallorosso che ci ha creduto fino all'ultimo sostenendo i suoi oltre ogni immaginazione: ma non è bastato. Forse è presto per fare bilanci, ma è chiaro che da qui alla fine della stagione ai giallorossi resta un solo fronte sul quale lottare prima di definirla a tutti gli effetti una stagione fallimentare e la strada è tutta in salita. Perché dimenticare una serata come questa sarà tutt'altro che facile.
I. ZAZZARONI - CORRIERE DELLO SPORT
Ha vinto il calcio, la qual cosa non consola Gasperini e i romanisti che dall’Europa League sono usciti. Dal punto di vista dell’appassionato e del telespettatore non votante Roma e Bologna hanno infatti offerto uno spettacolo decisamente appagante, una partita superpositiva, nervosa e sfinente. Di quelle con tanti gol, tanti errori, tante emozioni e numerose prodezze tecniche: in particolare Rowe, Castro, Malen e Pellegrini non si sono certo risparmiati. (...) Tra gli sbalordimenti della serata indico la prova di Robinio Vaz che per la prima volta ha mostrato qualcosa di buono (ha preso il rigore e messo in difficoltà Lucumi, tra i migliori in campo); la prestazione di Pellegrini può essere considerata sorprendente soltanto perché all’abilità tecnica che tutti gli riconoscono è riuscito finalmente ad abbinare centralità nella manovra, colpi e recuperi vincenti. Mi ha nuovamente impressionato Malen che è di statura superiore: ha una protezione della palla e un senso della porta non comuni; nel Bologna ha fatto assai bene João Mario giocando con personalità e coraggio. Se devo riassumere il doppio confronto soffermandomi sulla consistenza delle squadre, dico che ha prevalso la completezza del Bologna che ha più cambi, inoltre omogenei. La Roma, priva di Soulé, Dybala e Koné, infortunatosi nel primo tempo, è troppo corta per poter reggere due impegni a marzo (...)
G. D'UBALDO - CORRIERE DELLO SPORT
(...) Non sono bastate però le magie di Pellegrini, perché la Roma non ha più difesa. Ha incassato altri quattro gol; sono sedici nelle ultime dieci partite, tra campionato ed Europa League. Ama non ha più la difesa che era stata la migliore del campionato. Da diverse settimane non è più così; adesso in campionato Milan e Como hanno subito meno gol e il Bologna in 210 minuti è andato a segno cinque volte. Con i soliti errori individuali che hanno pesato come macigni, anche nella partita in cui è tornata tutta la difesa titolare: Mancini, N'Dicka e Hermoso. Italiano come all'andata ha messo in difficoltà la Roma con gli esterni, Rowe e Bemardeschi hanno fatto impazzire Mancini (sul primo gol) e N'Dicka (sul terzo). La difesa all'inizio della stagione era il punto di forza della Roma di Gasperini. Svilar aveva collezionato tanti clean sheet, sembrava insuperabile. Ora non lo è più, segno che qualcosa si è rotto. Non basta più Mal en. Il gioco della Roma da due mesi a questa parte è tutto finalizzato sull'insostituibile centravanti, che quando trova due marcatori attenti come Lukumi e Vitik (gli unici due giocatori confermati da Italiano rispetto alla partita di domenica scorsa) fatica a liberarsi per il tiro. Così, con la Roma costretta a inseguire il Bologna dal primo tempo, è stato Pellegrini a salire in cattedra, a portarla ai supplementari, ma alla fine non è bastato a evitare l'eliminazione.

