Dalle carte depositate in Campidoglio dalla Roma lo scorso 21 dicembre si ricostruiscono due date: 2027 per l'inizio dei cantieri. E il 2031 come primo anno di ricavi. Date che si evincono dal piano economico-finanziario: il mutuo per la costruzione va dal 2027 al 2030 . E il piano degli incasi parte dal 2031. Questo è il cronoprogramma al quale manca, però, sostanzialmente il "d-day", il giorno zero, ovvero da quando far partire il cronometro dei 37 mesi di lavori. (...)L'iter sembra sostanzialmente tracciato: terminata l'analisi tecnica, qualora non vi fosse necessità di far apportare alla Roma alcuni cambiamenti a qualche passaggio, verrà redatta una relazione che la Giunta Gualtieri farà propria in una delibera che verrà portata al voto in consiglio comunale. Un voto che, di fatto, confermerà il pubblico interesse già espresso a maggio 2023 e garantirà il rispetto formale delle prescrizioni emesse dal Comune. Incassato questo via libera, si deve andare in conferenza di servizi. Ma, per farlo, manca ancora un passaggio: la conclusione effettiva degli scavi archeologici. Scavi che fra riffe e raffe si sono interrotti secoli fa e non sono mai ripartiti: una volta l'autorizzazione da mandar via, poi il solettone di cemento da rimuovere, poi l'abbattimento di alcuni manufatti, poi ancora la rimozione di cumuli di rifiuti e, infine, la questione degli alberi. (...) A quel punto, si potrà andare con tutto il faldone completo in conferenza di servizi. Qui il progetto verrà esaminato sul serio: verranno analizzate tutte le pagine, le tavole, i prospetti e i calcoli. Potrà essere richiesta qualche modifica ma è una pratica che si può chiudere in un tempo relativamente breve. Il verbale finale sostituirà qualunque altro atto o autorizzazione e spianerà la strada al passo successivo: il progetto esecutivo, quello finale, quello che va in appalto e poi sul cantiere. La Roma sa già che per l'esecutivo serviranno 25,5 milioni di euro . Poi la gara per assegnare le opere con la possibilità per la Roma, essendo proponente, di pareggiare qualunque offerta più vantaggiosa dovesse pervenire. Qui siamo già al "mese 0" del cronoprogramma della Roma. Al mese 2 è inserito forse l'ultimo vero scoglio: gli espropri. (...)
(Il Messagero)
Dalle carte depositate in Campidoglio dalla Roma lo scorso 21 dicembre si ricostruiscono due date: 2027 per l’inizio dei cantieri. E il 2031 come primo anno di ricavi. Date che si evincono dal piano economico-finanziario: il mutuo per la costruzion…
Dalle carte depositate in Campidoglio dalla Roma lo scorso 21 dicembre si ricostruiscono due date: 2027 per l'inizio dei cantieri. E il 2031 come primo anno di ricavi. Date che si evincono dal piano economico-finanziario: il mutuo per la costruzione va dal 2027 al 2030 . E il piano degli incasi parte dal 2031. Questo è il cronoprogramma al quale manca, però, sostanzialmente il "d-day", il giorno zero, ovvero da quando far partire il cronometro dei 37 mesi di lavori. (...)L'iter sembra sostanzialmente tracciato: terminata l'analisi tecnica, qualora non vi fosse necessità di far apportare alla Roma alcuni cambiamenti a qualche passaggio, verrà redatta una relazione che la Giunta Gualtieri farà propria in una delibera che verrà portata al voto in consiglio comunale. Un voto che, di fatto, confermerà il pubblico interesse già espresso a maggio 2023 e garantirà il rispetto formale delle prescrizioni emesse dal Comune. Incassato questo via libera, si deve andare in conferenza di servizi. Ma, per farlo, manca ancora un passaggio: la conclusione effettiva degli scavi archeologici. Scavi che fra riffe e raffe si sono interrotti secoli fa e non sono mai ripartiti: una volta l'autorizzazione da mandar via, poi il solettone di cemento da rimuovere, poi l'abbattimento di alcuni manufatti, poi ancora la rimozione di cumuli di rifiuti e, infine, la questione degli alberi. (...) A quel punto, si potrà andare con tutto il faldone completo in conferenza di servizi. Qui il progetto verrà esaminato sul serio: verranno analizzate tutte le pagine, le tavole, i prospetti e i calcoli. Potrà essere richiesta qualche modifica ma è una pratica che si può chiudere in un tempo relativamente breve. Il verbale finale sostituirà qualunque altro atto o autorizzazione e spianerà la strada al passo successivo: il progetto esecutivo, quello finale, quello che va in appalto e poi sul cantiere. La Roma sa già che per l'esecutivo serviranno 25,5 milioni di euro . Poi la gara per assegnare le opere con la possibilità per la Roma, essendo proponente, di pareggiare qualunque offerta più vantaggiosa dovesse pervenire. Qui siamo già al "mese 0" del cronoprogramma della Roma. Al mese 2 è inserito forse l'ultimo vero scoglio: gli espropri. (...)
(Il Messagero)



