C’era una volta il calcio della pazienza, dei progetti a lungo termine, delle promesse di risultati futuri. E poi c’è Gian Piero Gasperini, che in soli tre mesi ha ribaltato ogni logica, portando la Roma in testa alla classifica dopo nove giornate. Un capolavoro di rapidità e concretezza, raccontato oggi da Alessandro Vocalelli su La Gazzetta dello Sport.
Il tecnico piemontese, spesso dipinto come l’uomo del “computer in campo”, di chi ha bisogno di tempo, dati e preparazione per arrivare al risultato, ha smentito tutto. Il suo calcio è diventato immediatamente riconoscibile: aggressivo, corto, organizzato, ma soprattutto equilibrato. Gasperini ha costruito una squadra che non ha perso la solidità ereditata da Ranieri, aggiungendo intensità, coraggio e una rete di movimenti collettivi che soffocano gli avversari e liberano spazi per il talento.
È con questo spirito, più ancora che con questa classifica, che la Roma si è messa a braccetto con il Napoli in vetta e si prepara alla sfida di San Siro contro il Milan. Nessuno, alla vigilia del campionato, avrebbe immaginato una squadra così avanti, così presto. Eppure oggi la domanda sorge spontanea: “Ma non è che la Roma può davvero lottare per…?”.
In casa giallorossa, però, la parola è vietata. Non per scaramanzia, ma per lucidità. L’obiettivo, spiega La Gazzetta, non è sognare lo scudetto ma centrare la qualificazione in Champions League, traguardo che i Friedkin inseguono da cinque anni senza riuscirci. Tornare nella coppa più prestigiosa significherebbe non solo prestigio, ma anche risorse economiche fondamentali per rilanciare ulteriormente il progetto.
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E Gasperini, con la sua partenza fulminea, si è già messo nella posizione giusta. La Roma vanta la miglior difesa d’Europa (appena quattro gol subiti) e ha ritrovato uomini chiave come Hermoso, Pellegrini, Dybala e Soulé, oltre alla crescita tattica di Cristante e ai segnali positivi di Dovbyk, ancora alla ricerca della consacrazione definitiva.
Un lavoro “veloce ma intenso”, come lo definisce Vocalelli, che ha restituito entusiasmo, identità e curiosità. Perché in fondo, dopo appena tre mesi, la Roma di Gasperini è già un cantiere quasi compiuto. E ora, con lo sguardo rivolto all’orizzonte e con la possibilità che a gennaio arrivi Zirkzee a rinforzare l’attacco, la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.
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Fonte: Gazzetta dello Sport
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