A Trigoria, alla vigilia della sfida di Serie A contro la Cremonese, in programma domenica 22 febbraio alle 20:45 allo Stadio Olimpico, è il momento di fare il punto. In conferenza stampa parlerà Gian Piero Gasperini, affrontando i temi principali che accompagneranno il match: dalla preparazione della squadra alle condizioni fisiche dei giocatori, fino alle scelte tattiche per un incontro decisivo in chiave Champions.
L’allenatore analizzerà lo stato di forma del gruppo, con particolare attenzione ai rientri e agli indisponibili, e fornirà indicazioni sulla gestione della rosa in vista delle prossime partite. Di seguito tutte le dichiarazioni del tecnico alla stampa.
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Zaragoza-Pellegrini, che margini di miglioramento hanno?
“Credo che abbiano margini. Pellegrini ha giocato tanto, con continuità, ci sta un momento in cui è meno brillante, ma sono convinto che darà un contributo determinante. A Zaragoza dobbiamo dargli tempo, ha caratteristiche molto valide che ha fatto intravedere. Sull’inserimento con la squadra è necessaria qualche partita”.
Ci sono diffidati importanti, verranno fatte scelte? Dybala?
“Domani i tre punti sono fondamentali e dobbiamo giocare al massimo. I punti valgono in tutte le partite e sono difficili da acquisire. Dybala domani non sarà della partita. Sta continuando le cure, sono davvero dispiaciuto: si sta applicando al massimo per essere presente, ma ha un fastidio che glielo impedisce. Lui è determinatissimo a recuperare”.
Tanti infortuni, come se lo spiega?
“E’ tipico del gioco del calcio. Le partite sono tante, e la stragrande maggioranza degli infortuni arriva in gara. Io ho 14-15 giocatori che non si sono mai infortunati, ma Dovbyk, Ferguson, Bailey, Dybala, ultimamente El Shaarawy hanno avuto infortuni molto lunghi. C’è gente che è stata fuori tanti mesi, e questo incide. Nell’arco di 40-50-60 partite, se Konè salta due partite rientra nella normalità. Il problema è quando ti capitano infortuni che durano mesi, questo pesa”.
Come sta Soulè? Chi è più pronto tra Vaz e Venturino?
“Soulè è stato fermo tutta la settimana e non sarà della partita. Speriamo che lo possa essere nelle prossimo. Vaz e Venturino sono giovanissimi, sono stati buttati in campo subito un po’ per necessità e un po’ per capire. Sono due ragazzi diversi, Venturino è un prestito, è un ruolo in cui eravamo carenti, è un ragazzo che secondo me ci darà delle soddisfazioni nel tempo. Vaz investimento importantissimo da parte della società, ha fatto spezzoni con alcuni gol. Su di lui pesa il fatto di quanto è stato investito, altrimenti si guarderebbe in un’altra ottica. E’ un ragazzo che sto cercando di capire velocemente quanto sarà utile nella Roma, nel futuro lo sarà sicuramente. Evidentemente se è stato fatto un investimento così importante ci sono delle qualità. Ma non è facile ottenerle subito in un campionato difficile come quello italiano”.
Che idea si è fatto del tema simulazioni e del caso Bastoni?
“Io ho toccato solo degli argomenti, non riferiti a episodi più o meno favorevoli. Era riferito alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti. La discussione è solo quella, crea problemi agli arbitri, ai giocatori, agli spettatori. Questo è un non-regolamento interpretato in maniera troppo diversa, è giustificato tutto e il contrario di tutto. Il calcio è uno sport di contatto, se togli il contrasto a me il calcio piace molto meno. I falli di mano sono un problema da sempre, le simulazioni sono un problema moderno, recente, dovuto alle interpretazioni fatte col fermo immagine e il fotogramma televisivo. Ha accelerato queste forme di simulazioni. Oltre a Bastoni, ce ne sono state altre due altrettanto clamorose”.
Malen ha avuto un impatto incredibile. Scarsa sensibilità di chi lo ha gestito prima o il campionato italiano è più basso? Che avete mangiato con Totti a cena?
“Su Malen, credo che il campionato sia difficile di tanti altri, soprattutto per gli attaccanti. Io sono convinto che in quel ruolo sia determinante. Gioca in nazionale olandese. Il motivo principale per cui l’ho convinto a venire è perchè gli ho detto che lui per me giocava lì (da punta centrale, ndr). E lui voleva questo. Le caratteristiche sue sono quelle, i centravanti non devono essere alti 190 centimetri. Per me l’attaccante esternoi ha altre caratteristiche, almeno nel mio modo di giocare. Sulla cena di Totti, quanto casino…se fossimo andati a cena non sarebbe successo niente di male. Io non ne ho mai parolato, per me Totti è una grandissima risorsa. Ma non è una storia che ho tirato fuori io, lo ha tirato fuori Ranieri. Ma io la vedo bene, è una grande opportunità”.
Qualche giorno fa a Udine ha fatto una battuta sul fatto che, se non si arriva quarti, si manda via l’allenatore. Guardando in prospettiva, vivendo Roma da mesi, vede ancora le potenzialità per raggiungere un livello alto o ha mai pensato: “Chi me l’ha fatto fare di venire qui”?
“Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri, fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. Sono io che ho parlato di Champions come obiettivo. Per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo “devi arrivare in Champions” si sbaglia di grosso perchè quello è il mio obiettivo. ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. Io non sono venuto qui per costruire qualcosa di forte, non per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. I due mercati, quello di agosto e quello di gennaio, è rivolto a quello. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città non c’entra niente, risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno. Qua dentro devi fare le cose giuste…”
A che punto è oggi la squadra?
«Stiamo lavorando e continuiamo a lavorare. Io ho sempre grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari in tutto. Abbiamo passato e stiamo passando un periodo di grande emergenza, ma stiamo andando dritti”.
Considerando gli innesti del mercato di gennaio, cosa le sta piacendo di più nelle ultime partite della Roma e dove vede ancora ampi margini di miglioramento?
«Secondo me siamo già a un buon livello, ma chiaramente tutto è migliorabile. Il problema principale in questo momento è se perdi Dybala, Soulé, Ferguson ed El Shaarawy, cioè quattro attaccanti nello stesso reparto, diventa difficile per qualsiasi squadra. Se uno manca una settimana è un conto, ma quando le assenze diventano di un mese o addirittura di più, la situazione diventa difficile. Ci sono esempi anche di altre squadre che hanno perso giocatori importanti, però avere quattro elementi fuori nello stesso ruolo pesa. E non sappiamo ancora quando e se li recupereremo. Questo è l’unico aspetto. Stiamo cercando di tirare al massimo Venturino e Vaz, e Malen, che è appena arrivato, ci ha dato un valore. Se non fosse arrivato lui a gennaio sarebbe stato più problematico. E’ che in questo momento rischiamo di non recuperare nessuno di questi, e speriamo di non perderne altri. Tra 15 giorni torneranno el coppe e tre partite a settimana. Questo tentativo di velocizzare la maturazione di Venturino e Vaz è rivolta anche a questo. Loro sono le uniche alternative, ma dobbiamo stare attenti a on pretendere troppo”.
Konè-Pisilli può essere una coppia?
“Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene, in quel reparto c’è abbondanza, dobbiamo capire se possiamo impiegarli in modo più offensivo vista l’emergenza, ma le caratteristiche degli attanti sono altre. Quando torneranno le coppe sarà un bel vantaggio avere il reparto pieno e coperto”.
E’ cambiato qualcosa negli uomini in questi mesi? Che si aspetta dalla Cremonese?
“Sotto l’aspetto caratteriale ho sempre avuto un gruppo forte, sotto questo aspetto non abbiamo mai sbagliato. Poi tutto è migliorabile. Domani è una partita difficile, ora i punti cominciano a pesare di più per tutti. Le partite come sempre nel girone di ritorno diventano ancora più difficili. Detto questo, abbiamo mille motivazioni fortissime. Finisse oggi il campionato saremo premiati, da lì non vogliamo più scendere. Se non sbagliamo, per gli altri diventa difficile…”
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Redazione GR.net
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