
Lo sport abbatte i confini e unisce i popoli nello spirito della pace e dell'inclusione. Questo è il messaggio fondamentale emerso dall'incontro tenutosi allo Stadio Olimpico di Roma tra il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e i piccoli atleti del Roma Club Gerusalemme. L'evento ha celebrato lo sport come strumento universale per superare le barriere culturali e religiose. Il Roma Club Gerusalemme non è una semplice scuola calcio. Da oltre quindici anni, la struttura accoglie giovanissimi calciatori di differenti fedi e background storici: bambini musulmani, ebrei e cristiani. Giovani di origine drusa, arabo-palestinese, israeliana ed etiope. Insieme, questi ragazzi imparano il valore del rispetto reciproco, dimostrando come la diversità possa trasformarsi in un'opportunità di crescita collettiva.
Il messaggio del Ministro Abodi: "Lo sport produca valori".
Durante la visita all'impianto, gestito in collaborazione con Sport e Salute, il Ministro Abodi ha elogiato pubblicamente l'operato del club. Ha sottolineato l'importanza della "fraternità di questi ragazzi, che non sono condizionati dalle loro differenze. “Dobbiamo sempre inseguire valori come l’inclusione, l’incontro nonostante le differenze, la multiculturalità". Abodi si è anche espresso in termini molto duri su quanto accaduto ieri a Torino, dichiarando che lo sport deve essere ben altro. “Quello di ieri non è sport, bensì delinquenza e criminalità. La gioia di questi bambini dovrebbe essere da esempio e da insegnamento per tutti. E noi abbiamo bisogno di buoni esempi”. Il Ministro ha poi ribadito la necessità di intendere il calcio come un terreno fertile per combattere la violenza e il razzismo, auspicando che i grandi eventi internazionali possano sempre farsi portatori di una tregua e di una pace duratura nel mondo. Una giornata speciale tra campo, panchine e sogni, in cui i giovani atleti hanno vissuto l'emozione di un tour esclusivo all'interno dello stadio. I ragazzi hanno potuto varcare la soglia di uno stadio che li ha lasciati a bocca aperta. “Non abbiamo mai visto uno stadio del genere” dicevano con lo sguardo sognante. Un'esperienza dal profondo impatto simbolico che unisce la passione per il calcio alla speranza di un futuro senza barriere.


