
Luis Enrique ci ha preso gusto, ed è entrato letteralmente nella leggenda, vincendo la terza Champions League della sua carriera da allenatore: la prima col Barcellona nel 2015, poi le due consecutive negli ultimi due anni. C'è un elemento comune che però ha accompagnato l'allenatore spagnolo in questi anni, l'amicizia con Claudio Bisceglia, interprete per i giallorossi ormai da una vita, 15 anni. Proprio da quando Luis Enrique - appena arrivato alla Roma - lo ha portato con sé nel ritiro di Riscone di Brunico. Poteva essere un lavoro occasionale, a 'termine', invece non se n'è più andato. E ha instaurato un legame forte più o meno con tutti gli allenatori, ma anche i giocatori, a Trigoria. Ma soprattutto con Luis Enrique, che addirittura lo ringraziò pubblicamente appena conquistata la Champions League a Berlino nel 2015 contro la Juve, dedicandogliela. Ed è riaccaduto a distanza di 11 anni, ieri sera dopo la vittoria da romanzo ai rigori con l'Arsenal: "Ringrazio il mio insegnante di italiano alla Roma", ha detto a Sky Sport in diretta durante la festa in campo*.* Scegli tu cosa leggere: metti Forzaroma tra le tue fonti Google A Trigoria Bisceglia è ormai un'istituzione, lui che è nato a Manfredonia dove ha fatto elementari e medie, laureato a Trieste con tesi sul linguaggio calcistico comparato nelle varie lingue. Romano d'adozione, ma romanista da sempre, come ha confessato da subito nonostante la fede milanista del papà. Uscito dalla scuola per interpreti friulana (parla inglese, spagnolo, portoghese e olandese, ma anche francese e tedesco), ha iniziato la sua carriera collaborando col sito della Uefa, poi grazie al passaparola la prima volta con un club, ovvero proprio il Milan in una partita di Europa League col Braga. E poi ha cominciato a conquistare tutti, seguendo da insegnante e interprete alcuni dei più grandi allenatori della storia recente e molti altri campioni. Coutinho, Diego, Dunga, Benitez, Lippi, Prandelli, Ancelotti, Spalletti. A Trigoria però ha messo le tende e non se lo sono fatto più scappare. È uno degli uomini più di fiducia a Trigoria, anche perché conosce bene anche determinate conversazioni tra le proprietà americane (Pallotta e Friedkin) e gli allenatori. Ultimo Gasperini e anche Mourinho prima di lui. Lo stesso Special One lo ha elogiato in una conferenza stampa definendolo "un fenomeno". Per Luis Enrique, invece, è stato un insegnante, ma soprattutto è un amico e una persona cara. Tanto da dedicargli due Champions in mondovisione.

