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Malagò: “Porto credibilità e affidabilità. Non mi sono candidato, mi hanno chiesto disponibilità”

Malagò: “Porto credibilità e affidabilità. Non mi sono candidato, mi hanno chiesto disponibilità”

IL GIORNALE – Giovanni Malagò è il candidato presidente della FIGC della Lega Serie A . L’ex presidente del Coni ha ottenuto la maggioranza dei voti dei club, ben 19 su 20. Le elezioni ufficiali si terranno il prossimo 22 giugno. In un’intervista ri…

IL GIORNALE - Giovanni Malagò è il candidato presidente della FIGC della Lega Serie A . L'ex presidente del Coni ha ottenuto la maggioranza dei voti dei club, ben 19 su 20. Le elezioni ufficiali si terranno il prossimo 22 giugno. In un'intervista rilasciata al quotidiano, Malagò, ha parlato della sua candidatura e sulla possibile sfida che lo aspetta per riportare in alto il calcio italiano. Diciannove club italiani di serie A su venti hanno indicato il suo nome per la successione a Gravina alla presidenza della Figc. È fatta? "Io non mi sono candidato. Non ho fatto alcun passo formale in questo senso. Alcuni rappresentanti della Lega di Serie A mi hanno chiesto un'eventuale disponibilità. Li ho ringraziati per la fiducia, ma ho detto che senza un passaggio formale non sarebbe corretto dare alcuna risposta". Beh, però che 19 società su 20 abbiamo fatto il suo nome è un fatto abbastanza eccezionale, no? "È oggettivamente impressionante. Parliamo di un mondo storicamente complesso, litigioso, dove per anni è stato difficile trovare anche solo una maggioranza semplice. Vedere 19 società convergere su un soggetto terzo, peraltro esterno alla dinamica federale diretta, è un fatto che merita attenzione. Se non ci fosse stato questo livello di compattezza, probabilmente avrei già declinato". Perché hanno pensato a lei? "Credo che mi vengano riconosciute credibilità e affidabilità. Nei momenti complicati serve qualcuno che sia considerato efficace e capace di tenere la barra dritta". Ma le piacerebbe davvero guidare la Figc? "È una sfida che mi affascina, su questo non ci sono dubbi. Allo stesso tempo sono una persona realista: sarebbe un impegno enorme, che impatterebbe sulla mia vita, sulla mia azienda e sulla mia quotidianità. Io sono un imprenditore e valuto tutto a trecentosessanta gradi". VAI ALL'INTERVISTA INTEGRALE

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