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Mancano 62 gol, la A non segna più: addii, infortuni e bomber in calo. Che crisi lì davanti

Mancano 62 gol, la A non segna più: addii, infortuni e bomber in calo. Che crisi lì davanti

C’era una volta il gol. Almeno in Serie A dove si segna poco, per non dire pochissimo. L’inesorabile flessione che scandisce la stagione 2025-26 merita una profonda riflessione. Che succede? Perché tanta carestia? Goal, in inglese, significa scopo, o…

C’era una volta il gol. Almeno in Serie A dove si segna poco, per non dire pochissimo. L'inesorabile flessione che scandisce la stagione 2025-26 merita una profonda riflessione. Che succede? Perché tanta carestia? Goal, in inglese, significa scopo, obiettivo. Abbiamo forse smarrito il fine ultimo del gioco? Partiamo innanzitutto dai dati. La scorsa stagione alla 28° giornata i gol complessivi erano 745 , quest'anno sono 683 . Saldo: -62. Ancora più impressionante il confronto con l'annata 2020-2021 quando la produzione totale aveva toccato, sempre alla 28° giornata, 837 reti. Parliamo quindi di ben 154 gol in più. Fa rumore, su tutti, la regressione che accompagna la Dea , che però suggerisce una banale riflessione: chi segnava, e tanto, con Gasperini , ora non c'è più. A questo punto del campionato Retegui aveva già 22 reti e Lookman 13. Più virtuoso di tutti è il Como che sfodera un +12 rispetto al 2024-2025, suggerendo una chiave di lettura. Fabregas , specie nelle ultime uscite, ha spesso rinunciato alla prima punta, schierando là davanti Paz o addirittura Caqueret , ancorando la produttività offensiva più alla filosofia di gioco che alle caratteristiche e al mestiere dei singoli. [...] Nelle prime undici giornate di campionato si sono contati ben diciassette 0-0, con il picco di quattro nel settimo turno ormai passato agli annali. Lì è stato stabilito il minimo storico di gol segnati con 11 marcature in dieci partite, scalzando il tetto di 13 gol registrato in quattro precedenti occasioni. E c'è un altro dato che fotografa, peraltro, la crisi di vocazione. Sempre allo sbarramento delle 28 giornate, il solo Lautaro ha scollinato la doppia cifra, mentre nella stagione passata erano ben sette i giocatori con più di dieci reti. Ma tant'è: tra addii, infermerie piene e flessioni inaspettate, i numeri ci spiegano che solo capitano dell' Inter rappresenta una garanzia di continuità. Alla fine della scorsa stagione i giocatori in doppia cifra furono ben diciotto. A dieci giornate dalla fine del campionato attuale quella quota pare pura utopia. (corsport)

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