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Mou, DDR, Gasp… soli. Come i tifosi

Mou, DDR, Gasp… soli. Come i tifosi

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Vorrei una società che capisse il senso di quella coppa. Vorrei che ci fosse qualcuno in Texas che capisse il dolore di quell’eliminazione. Che il pianto di  Dybala  a Budapest era il nostro pianto, la sua faccia da ragazzi…

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) - Vorrei una società che capisse il senso di quella coppa. Vorrei che ci fosse qualcuno in Texas che capisse il dolore di quell’eliminazione. Che il pianto di  Dybala  a Budapest era il nostro pianto, la sua faccia da ragazzino era quella di tutti i ragazzini che stavano lì, all’Olimpico, a casa; di tutti i padri quand’erano ragazzini loro il 30 maggio dell’84. Perché quel dolore lo ha capito solo Mourinho , che in campo si è messo subito a “curarci”, facendo gruppo con i giocatori, prima di dire che restava qua, per quello che era appena successo: un furto di un sogno. Il nostro, nato da anni, dal gol all’88 al Colonia , della finale con l’ Inter , dello Slavia , dell’ Atletico , di Anfield 2001 un altro sorriso scarabocchiato da un arbitro. Vorrei una società oggi che capisse quello che non ha capito dopo Budapest, perché dopo Budapest è rimasta in silenzio, mentre Mourinho, dopo averci cantato “fix you” in campo, è andato nel garage a dire niente di utile, ma qualcosa di enorme per quella cosa che sta dentro a un petto di qualsiasi romanista: anima, orgoglio, appartenenza, rispetto, vicinanza. Non eravamo soli noi con lui. Mourinho invece è stato lasciato solo, Ceferin accompagnato in volo. Mourinho è rimasto solo, cacciato ancora prima di essere cacciato. De Rossi pure è stato cacciato nel momento stesso in cui lo hanno chiamato, visto che poi hanno usato quella bandiera come tappabuco. Adesso c’è un altro esito meno doloroso solo perché siamo agli ottavi, ma che rappresenta sempre un dolore che brucia dentro e che non va spento con l’indifferenza. I Friedkin devono capire tutto questo per cambiare quest’altro triste Dopostoria. Perché adesso è  Gasperini  che sembra solo, visto che è l’unico che si presenta, che parla,  che risponde alla questione Totti , che parla di medici, di infortuni, che risponde ai Fabregas , ai Mazzoleni , ai Marelli di questo campionato,  l’unico che si è presentato da parte della società dopo Bologna , l’allenatore che difende il suo gruppo che pure non ha completamente assemblato. Scendete nel virtuale garage di Gasperini, fate diventare incendio quello che brucia dentro i tifosi. Acceso dalle lacrime di  Dybala , perché anche questo significa l’eliminazione col Bologna. Manco c’è più Matic a dire che “questo è il calcio” , noi che aspettiamo ancora qualcuno che dica “questa è la Roma” . Ah sì, certo oggi gioca. E ogni volta per noi è qualcosa di sacro. Non ce lo deve insegnare nessuno. Oggi vincete. Punto. Poi, cari presidenti, prendetevi il tempo di capire cosa non avete sentito del passato e costruite un futuro dandoci l’impressione che ci credete, per non dire che ci tenete. Almeno un po’. Di sicuro mai come noi. VAI ALL'ARTICOLO ORIGINALE

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