GASPORT - In pochi l'hanno notato ma anche la Bosnia manca al Mondiale da 12 anni. Se è mia partita fondamentale per noi, nobili decaduti, lo è anche per loro, che sognano di sfruttare il territorio per replicare l'impresa del 2014. Di quella squadra rampante, Miralem Pjani c era il faro. (...)
Pjanic, la sorprende questa finale?
«Non mi sorprende, diciamo che è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ovviamente, ma l'Italia è nel mio cuore come se fosse il mio Paese d'adozione. Noi sogniamo di andare al Mon-diale, anche voi. Vediamo come va a finire».
Come viene vissuta dalle vostre parti la partita?
«Come un evento storico. La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione».
(...)
Intanto avete eliminato il Galles: non era semplice.
«Ma il risultato ci sta. La Bosnia si è rilanciata a-traverso una nuova generazione di giocatori che sta prendendo consapevolezza della propria forza. C'è un bel gruppo che il commissario tecnico Barbarez ha costruito. La coesione in questo momento è l'elemento più importante della nostra nazio-nale».
Però il risolutore ha 40 anni e si chiama Edin Dzeko. Senza di lui non sareste arrivati ai rigori.
«È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l'età continua a segnare gol decisivi. E' uno di quei fuoriclasse che all'improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì».
(...)
Una delle "sue" squadre italiane, Roma o Juventus, riuscirà a entrare in Champions League?
«Non è semplice, perché c'è anche il Como che sta andando forte. Di sicuro sarebbe fondamentale per entrambe risalire al quarto posto. Nel calcio moderno la Champions migliora tutto».
GASPORT – In pochi l’hanno notato ma anche la Bosnia manca al Mondiale da 12 anni. Se è mia partita fondamentale per noi, nobili decaduti, lo è anche per loro, che sognano di sfruttare il territorio per replicare l’impresa del 2014. Di quella squadra…
GASPORT - In pochi l'hanno notato ma anche la Bosnia manca al Mondiale da 12 anni. Se è mia partita fondamentale per noi, nobili decaduti, lo è anche per loro, che sognano di sfruttare il territorio per replicare l'impresa del 2014. Di quella squadra rampante, Miralem Pjani c era il faro. (...)
Pjanic, la sorprende questa finale?
«Non mi sorprende, diciamo che è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ovviamente, ma l'Italia è nel mio cuore come se fosse il mio Paese d'adozione. Noi sogniamo di andare al Mon-diale, anche voi. Vediamo come va a finire».
Come viene vissuta dalle vostre parti la partita?
«Come un evento storico. La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione».
(...)
Intanto avete eliminato il Galles: non era semplice.
«Ma il risultato ci sta. La Bosnia si è rilanciata a-traverso una nuova generazione di giocatori che sta prendendo consapevolezza della propria forza. C'è un bel gruppo che il commissario tecnico Barbarez ha costruito. La coesione in questo momento è l'elemento più importante della nostra nazio-nale».
Però il risolutore ha 40 anni e si chiama Edin Dzeko. Senza di lui non sareste arrivati ai rigori.
«È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l'età continua a segnare gol decisivi. E' uno di quei fuoriclasse che all'improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì».
(...)
Una delle "sue" squadre italiane, Roma o Juventus, riuscirà a entrare in Champions League?
«Non è semplice, perché c'è anche il Como che sta andando forte. Di sicuro sarebbe fondamentale per entrambe risalire al quarto posto. Nel calcio moderno la Champions migliora tutto».


