Miralem Pjanic ricorda il suo periodo alla Roma. L’ex centrocampista giallorosso, che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, ha parlato della sua carriera in una intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Questo un estratto delle sue parole:
È riuscito a vedere il 3-3 tra Roma e Juventus?
«Certo. Gasperini sta facendo un gran lavoro a Roma, che impatto Malen. Ma l’altra sera la Juventus ha tirato fuori il suo Dna, lo spirito del “fino alla fine”. La corsa Champions è ancora lunga 11 gare: la Juventus si può qualificare».
A bruciapelo: i suoi allenatori migliori?
«Luis Enrique per le idee, Allegri per la gestione».
Il migliore a calciare le punizioni?
«Sono cresciuto a Lione con Juninho Pernambucano, un vero fenomeno. E ho avuto il privilegio di giocare con Totti, Ronaldo e Messi. Leo mi stupì a Barcellona: noi ci esercitavamo sulle punizioni, lui mai. Calciava solo in partita. E faceva gol. Cristiano era una macchina in tutto. Una volta Allegri ci tenne in panchina per farci rifiatare, rientrammo alle 2 di notte dalla trasferta e lui si fermò comunque alla Continassa ad allenarsi».
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A Roma chi era la vittima degli scherzi di Totti?
«Benatia. Medhi si scaldava facilmente e Checco lo accoglieva nello spogliatoio dicendogli: “Ma hai visto cosa hanno scritto i giornali di te?”…».
Fonte: Gazzetta dello Sport
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