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Roma, così non Var

Ci sono sconfitte che pesano più delle altre. Non solo per il risultato, ma per ciò che raccontano. Il 2-1 incassato dalla Roma sul campo del Genoa appartiene a questa categoria: una caduta che arriva nel momento più delicato della stagione e che mette a nudo tutte le fragilità di una squadra che, nella corsa […]

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Ci sono sconfitte che pesano più delle altre. Non solo per il risultato, ma per ciò che raccontano. Il 2-1 incassato dalla Roma sul campo del Genoa appartiene a questa categoria: una caduta che arriva nel momento più delicato della stagione e che mette a nudo tutte le fragilità di una squadra che, nella corsa Champions, sembra arrivata al punto più difficile del suo cammino.

A Marassi la squadra di Gian Piero Gasperini si presenta con una lunga lista di assenti. Mancano Paulo Dybala, Matías Soulé, lo squalificato Wesley e gli infortunati Evan Ferguson e Artem Dovbyk, ormai depennati (parole dello stesso Gasperini) dalla lista dei disponibili fino a fine stagione. Assenze pesantissime, soprattutto davanti, dove la Roma si ritrova con un attacco ridotto all’osso e costretto ad aggrapparsi quasi esclusivamente a Donyell Malen.

Il problema è che l’olandese resta spesso troppo solo. Le scelte iniziali di Gasperini non funzionano: la trequarti composta da Venturino e Pellegrini alle spalle dell’ex Aston Villa produce pochissimo. La Roma costruisce rare occasioni e l’attaccante è costretto, nei pochi palloni giocabili, a mettersi in proprio cercando di creare pericoli con iniziative personali.

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La partita, in realtà, non è spettacolare neanche dall’altra parte. Il Genoa non è irresistibile, ma interpreta meglio il contesto: corsa, duelli fisici, aggressività. Ne esce una gara sporca, bloccata, povera di occasioni. All’inizio della ripresa Gasperini prova a cambiare qualcosa: fuori Venturino, dentro Bryan Cristante per dare più equilibrio e presenza. Ma il primo episodio decisivo è negativo per i giallorossi.

Pellegrini, tra i peggiori in campo, commette un fallo evitabile in area su Ellertson e regala un rigore al Genoa, trasformato da Junior Messias. La reazione della Roma, va detto, arriva subito. I giallorossi trovano l’1-1 con Evan Ndicka, che svetta di testa in area rossoblù e rimette la partita in equilibrio. Per qualche minuto sembra cambiare l’inerzia del match: la Roma prova ad alzare il baricentro e ad aumentare la pressione offensiva, col Genoa che si compatta nella propria trequarti.

Ma la beffa è dietro l’angolo. Un episodio dubbio cambia di nuovo tutto: da una rimessa laterale assegnata dal direttore di gara Andrea Colombo al Genoa, che forse sarebbe spettata alla Roma, nasce l’azione che porta al gol del 2-1 firmato da Vitinha, rete che decide il match.

Le polemiche arbitrali non finiscono lì. Sul risultato di parità i giallorossi protestano per un fallo di mano apparso piuttosto netto di Malinovskyi su una conclusione dal limite di Manu Koné. In quel caso né Colombo né il VAR (Mazzoleni) intervengono. Una svista madornale che si rivelerà decisiva.

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Gli errori arbitrali, specie in partite come questa, hanno un peso specifico rilevante, ma la prestazione della Roma resta deludente e i nodi cominciano a venire al pettine. La sfilza di infortuni sta logorando l’attacco, e alcune scelte di mercato non stanno dando le risposte sperate. Robinho Vaz, entrato nel finale, sbaglia praticamente tutto quello che prova a fare, mentre Bryan Zaragoza resta in panchina per tutta la partita nonostante un risultato da recuperare e un attacco in emergenza.

Il risultato è una sconfitta pesantissima anche per la classifica. Il Como aggancia la Roma al quarto posto, mentre la Juventus si avvicina minacciosa a un solo punto. E proprio contro il Como, domenica prossima, i giallorossi si giocheranno uno scontro diretto che ha già il sapore di uno spareggio Champions. Prima, però, c’è un altro crocevia. Giovedì la Roma sarà impegnata sul campo del Bologna per l’andata degli ottavi di Europa League. Un’altra partita decisiva, un altro passaggio delicatissimo della stagione.

Il problema è che Gasperini dovrà affrontarlo con la stessa emergenza offensiva che continua a soffocare la squadra. E con una Roma che, proprio nel momento in cui servirebbero certezze, sembra aver smarrito le proprie.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

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