C’é una Roma che arriva a Bologna con il fiato corto, incerottata. E ce n'è un'altra che in queste ore prova a trovare proprio dentro l'emergenza il momento giusto per uscire dal pantano: perché gli ottavi di Europa League , per una squadra uscita ammaccata dalle ultime settimane di campionato, possono trasformarsi insieme in un rifugio e un banco di prova. Domani sera al Dall'Ara va in scena l'andata degli ottavi di finale, sfida delicata, forse anche più aperta di quanto raccontino le difficoltà giallorosse. La Roma ci arriva con un reparto offensivo ridotto all'osso, con i soliti dubbi che accompagnano ogni vigilia complicata e con la sensazione che questa coppa, adesso, con il fiato sul collo di Como e Juventus in campionato, possa diventare molto più di un semplice obiettivo parallelo. Vincere la finale garantisce il piazzamento in Champions League . A patto di avere uomini e energie. L'allenamento di ieri a Trigoria ha confermato il quadro dell'infermeria: Dybala e Dovbyk proseguono i rispettivi programmi di lavoro, mentre Soulé ha svolto allenamento differenziato a causa della pubalgia che lo accompagna da alcune settimane. L'argentino non verrà convocato per la sfida del Dall'Ara e difficilmente sarà disponibile per la trasferta di Como di domenica. Contro i rossoblù, poi, mancherà anche Mancini , squalificato dopo il rosso rimediato contro il Panathinaikos , nell'ultima gara della fase campionato. La speranza di Gian Piero Gasperini è di recuperare Hermoso , se non per giovedì, almeno per domenica. Anche contro il Bologna tutto il peso dell'attacco sarà sulle spalle di Malen , all'esordio europeo con la maglia giallorossa. Accanto a lui ballottaggio aperto tra Zaragoza e El Shaarawy , con Pellegrini verso la panchina. Turno di riposo in mediana per Koné con l'inserimento di Pisilli accanto a Cristante e El Aynaoui sulla trequarti. In difesa tornerà a farsi vedere dal primo minuto Ghilardi .
(La Repubblica)
C’é una Roma che arriva a Bologna con il fiato corto, incerottata. E ce n’è un’altra che in queste ore prova a trovare proprio dentro l’emergenza il momento giusto per uscire dal pantano: perché gli ottavi di Europa League , per una squadra uscita…
C’é una Roma che arriva a Bologna con il fiato corto, incerottata. E ce n'è un'altra che in queste ore prova a trovare proprio dentro l'emergenza il momento giusto per uscire dal pantano: perché gli ottavi di Europa League , per una squadra uscita ammaccata dalle ultime settimane di campionato, possono trasformarsi insieme in un rifugio e un banco di prova. Domani sera al Dall'Ara va in scena l'andata degli ottavi di finale, sfida delicata, forse anche più aperta di quanto raccontino le difficoltà giallorosse. La Roma ci arriva con un reparto offensivo ridotto all'osso, con i soliti dubbi che accompagnano ogni vigilia complicata e con la sensazione che questa coppa, adesso, con il fiato sul collo di Como e Juventus in campionato, possa diventare molto più di un semplice obiettivo parallelo. Vincere la finale garantisce il piazzamento in Champions League . A patto di avere uomini e energie. L'allenamento di ieri a Trigoria ha confermato il quadro dell'infermeria: Dybala e Dovbyk proseguono i rispettivi programmi di lavoro, mentre Soulé ha svolto allenamento differenziato a causa della pubalgia che lo accompagna da alcune settimane. L'argentino non verrà convocato per la sfida del Dall'Ara e difficilmente sarà disponibile per la trasferta di Como di domenica. Contro i rossoblù, poi, mancherà anche Mancini , squalificato dopo il rosso rimediato contro il Panathinaikos , nell'ultima gara della fase campionato. La speranza di Gian Piero Gasperini è di recuperare Hermoso , se non per giovedì, almeno per domenica. Anche contro il Bologna tutto il peso dell'attacco sarà sulle spalle di Malen , all'esordio europeo con la maglia giallorossa. Accanto a lui ballottaggio aperto tra Zaragoza e El Shaarawy , con Pellegrini verso la panchina. Turno di riposo in mediana per Koné con l'inserimento di Pisilli accanto a Cristante e El Aynaoui sulla trequarti. In difesa tornerà a farsi vedere dal primo minuto Ghilardi .
(La Repubblica)



