Ad un certo punto giovedì sera, vedendo la panchina del Bologna che si scaldava, è venuto spontaneo andare a leggere la distinta delle formazioni. E a constatare che Italiano avrebbe potuto cambiare il terzetto offensivo composto da Rowe, Castro e Bernardeschi con altrettanti giocatori di livello: Odgaard, Dallinga e Orsolini. Una sensazione simile era stata avvertita domenica a Genova : De Rossi è partito sorprendendo tutti con Messias, Ekhator e Ekuban per poi inserire in corsa Malinovskyi, Vitinha e Colombo. Al netto di quei valori, queste scelte oggi Gasperini non se le può permettere. Soprattutto davanti giocano sempre gli stessi o quasi. Proprio per questo motivo, come spieghiamo meglio qui a fianco, l'allenatore sta cercando delle soluzioni alternative. Anche perché Soulé lo rivedremo dopo la sosta, Dybala (forse) a fine aprile, Ferguson e Dovbyk hanno chiuso in anticipo la stagione (sì, anche Artem per il quale fino a qualche giorno fa si sperava flebilmente di averlo per le ultime 3-4 gare di campionato): un concentrato mai visto di infortunati tutti nello stesso reparto. Per Gasp la situazione si fa di giorno in giorno sempre più difficile. (...) Gioca in mezzo al campo invece, El Aynaoui. Ma per Neil non è certamente un problema di posizione: da tempo, ormai, è irriconoscibile. Mai un guizzo, contro i rossoblù di Italiano è stato un'ora a nascondersi perlopiù giocando orizzontale e perdendo tanti palloni e duelli in mezzo al campo. Per il marocchino, rispetto ai due esterni, il ritornello cambia: «Sono i postumi della Coppa d'Africa, c'è una casistica elevata in tal senso». Sarà anche così, ma verrebbe da chiedersi se anche Ndicka a gennaio l'ha giocata o al suo posto con la Costa d'Avorio ci fosse il fratello gemello. Più di qualcosa quindi non torna. E anche se Gasp dribbla la questione, cercando in tutti i modi di tenere saldo il gruppo e difendendo come può i suoi ragazzi. (...)
(Il Messaggero)
Ad un certo punto giovedì sera, vedendo la panchina del Bologna che si scaldava, è venuto spontaneo andare a leggere la distinta delle formazioni. E a constatare che Italiano avrebbe potuto cambiare il terzetto offensivo composto da Rowe, Castro e Be…
Ad un certo punto giovedì sera, vedendo la panchina del Bologna che si scaldava, è venuto spontaneo andare a leggere la distinta delle formazioni. E a constatare che Italiano avrebbe potuto cambiare il terzetto offensivo composto da Rowe, Castro e Bernardeschi con altrettanti giocatori di livello: Odgaard, Dallinga e Orsolini. Una sensazione simile era stata avvertita domenica a Genova : De Rossi è partito sorprendendo tutti con Messias, Ekhator e Ekuban per poi inserire in corsa Malinovskyi, Vitinha e Colombo. Al netto di quei valori, queste scelte oggi Gasperini non se le può permettere. Soprattutto davanti giocano sempre gli stessi o quasi. Proprio per questo motivo, come spieghiamo meglio qui a fianco, l'allenatore sta cercando delle soluzioni alternative. Anche perché Soulé lo rivedremo dopo la sosta, Dybala (forse) a fine aprile, Ferguson e Dovbyk hanno chiuso in anticipo la stagione (sì, anche Artem per il quale fino a qualche giorno fa si sperava flebilmente di averlo per le ultime 3-4 gare di campionato): un concentrato mai visto di infortunati tutti nello stesso reparto. Per Gasp la situazione si fa di giorno in giorno sempre più difficile. (...) Gioca in mezzo al campo invece, El Aynaoui. Ma per Neil non è certamente un problema di posizione: da tempo, ormai, è irriconoscibile. Mai un guizzo, contro i rossoblù di Italiano è stato un'ora a nascondersi perlopiù giocando orizzontale e perdendo tanti palloni e duelli in mezzo al campo. Per il marocchino, rispetto ai due esterni, il ritornello cambia: «Sono i postumi della Coppa d'Africa, c'è una casistica elevata in tal senso». Sarà anche così, ma verrebbe da chiedersi se anche Ndicka a gennaio l'ha giocata o al suo posto con la Costa d'Avorio ci fosse il fratello gemello. Più di qualcosa quindi non torna. E anche se Gasp dribbla la questione, cercando in tutti i modi di tenere saldo il gruppo e difendendo come può i suoi ragazzi. (...)
(Il Messaggero)


