GAZZETTA DELLO SPORT - Arrigo Sacchi torna sul rifiuto di Claudio Ranieri alla nazionale italiana. Lo storico allenatore ha criticato la decisione del tecnico di San Saba e ha "messo in guardia" il possibile successore di Luciano Spalletti . Ecco le sue parole.
Sul rifiuto di Ranieri
"Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e di più nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero Paese?".
Su chi puntare?
"Il mio amico Ancelotti sarebbe stato l'ideale. Leggo i nomi di molti allenatori, da Cannavaro a De Rossi a Gattuso. Non mi sento di esprimere un giudizio sulle loro qualità. Ma fare il commissario tecnico dell’Italia è un mestiere davvero molto complicato".
GAZZETTA DELLO SPORT – Arrigo Sacchi torna sul rifiuto di Claudio Ranieri alla nazionale italiana. Lo storico allenatore ha criticato la decisione del tecnico di San Saba e ha “messo in guardia” il possibile successore di Luciano Spalletti . Ecco …
GAZZETTA DELLO SPORT - Arrigo Sacchi torna sul rifiuto di Claudio Ranieri alla nazionale italiana. Lo storico allenatore ha criticato la decisione del tecnico di San Saba e ha "messo in guardia" il possibile successore di Luciano Spalletti . Ecco le sue parole.
Sul rifiuto di Ranieri
"Non conosco le motivazioni profonde, ma ritengo che alla Nazionale non si possa dire di no. È un dovere morale rispondere alla chiamata, perlomeno io la vedo così. La Nazionale è la squadra di tutti gli italiani e dunque, per un allenatore, dovrebbe rappresentare il massimo traguardo. Che cosa c’è di più alto e di più nobile che poter essere a capo di un progetto che coinvolge l’intero Paese?".
Su chi puntare?
"Il mio amico Ancelotti sarebbe stato l'ideale. Leggo i nomi di molti allenatori, da Cannavaro a De Rossi a Gattuso. Non mi sento di esprimere un giudizio sulle loro qualità. Ma fare il commissario tecnico dell’Italia è un mestiere davvero molto complicato".

