Oltre i confini del masochismo. Con una spruzzata di sfortuna che nella storia della Roma non è mai mancata. Può essere questa la sintesi della squadra di Gasperini nella trasferta di Europa League ad Atene. Dove, grazie alla capocciata di un baby polacco (diciannovesimo giallorosso ad andare in gol in questa stagione), si è concretizzata la qualificazione agli ottavi di finale. (...) Ma torniamo al masochismo. Quello con cui la Roma, certo senza volerlo, ha fatto i conti all'ombra del Partenone. Partendo dalla scelta di Gollini tra i pali, proseguendo con la sciocchezza di Mancini dopo una quindicina di minuti in cui la Roma aveva sfiorato per tre volte il vantaggio facendo vedere una superiorità evidente sulla squadra di Benitez, finendo con la confezione del gol del vantaggio dei greci, colpo di testa all'indietro di Ghilardi (per il resto ottimo per tutta la partita) che ha spalancato le porte al vantaggio del Panathinaikos con Gollini che pure qui ha dato la conferma di aver perso confidenza nello stare in porta. Il tutto dopo che nel pomeriggio, e qui il masochismo c'entra poco e si entra nella sfera della sfortuna, si era saputo del nuovo stop di Dybala che andava ad aggiungersi alle complicazioni di un reparto offensivo decimato da guai fisici e impossibilità di giocare in Europa. Gasp quando aveva fatto l'appello aveva avuto la conferma di non avere più punte a disposizione, con i nuovi arrivati Malen, Vaz e Venturino che potranno essere utilizzabili in Europa dagli ottavi e gli infortuni di Dovbyk, Ferguson ed El Shaarawy ai quali alla fine si è aggiunto pure l'argentino che da troppi anni non riesce a trovare un minimo di continuità. (...)
(La Repubblica)
Oltre i confini del masochismo. Con una spruzzata di sfortuna che nella storia della Roma non è mai mancata. Può essere questa la sintesi della squadra di Gasperini nella trasferta di Europa League ad Atene. Dove, grazie alla capocciata di un baby …
Oltre i confini del masochismo. Con una spruzzata di sfortuna che nella storia della Roma non è mai mancata. Può essere questa la sintesi della squadra di Gasperini nella trasferta di Europa League ad Atene. Dove, grazie alla capocciata di un baby polacco (diciannovesimo giallorosso ad andare in gol in questa stagione), si è concretizzata la qualificazione agli ottavi di finale. (...) Ma torniamo al masochismo. Quello con cui la Roma, certo senza volerlo, ha fatto i conti all'ombra del Partenone. Partendo dalla scelta di Gollini tra i pali, proseguendo con la sciocchezza di Mancini dopo una quindicina di minuti in cui la Roma aveva sfiorato per tre volte il vantaggio facendo vedere una superiorità evidente sulla squadra di Benitez, finendo con la confezione del gol del vantaggio dei greci, colpo di testa all'indietro di Ghilardi (per il resto ottimo per tutta la partita) che ha spalancato le porte al vantaggio del Panathinaikos con Gollini che pure qui ha dato la conferma di aver perso confidenza nello stare in porta. Il tutto dopo che nel pomeriggio, e qui il masochismo c'entra poco e si entra nella sfera della sfortuna, si era saputo del nuovo stop di Dybala che andava ad aggiungersi alle complicazioni di un reparto offensivo decimato da guai fisici e impossibilità di giocare in Europa. Gasp quando aveva fatto l'appello aveva avuto la conferma di non avere più punte a disposizione, con i nuovi arrivati Malen, Vaz e Venturino che potranno essere utilizzabili in Europa dagli ottavi e gli infortuni di Dovbyk, Ferguson ed El Shaarawy ai quali alla fine si è aggiunto pure l'argentino che da troppi anni non riesce a trovare un minimo di continuità. (...)
(La Repubblica)


