LR24 ( AUGUSTO CIARDI ) - Inutile continuare a spendere parole per Gasperini . Bisogna essere accecati dal pregiudizio per negare i meriti di un allenatore che ha stravolto la mentalità di una squadra abituata per DNA a conservare piuttosto che a produrre. Gasperini fa spallucce davanti ai luoghi comuni. Per una manciata di giorni aveva attecchito in città persino l'idiozia su Baroni tabù per l'allenatore di Grugliasco. Come se bastasse avere un Baroni qualunque per sbugiardare Gasperini. Superficialità allo stato puro. C'è poi il tormentone sugli scontri diretti. I numeri non lo negano, perché dai tempi di Fonseca la Roma soffre certe partite. Ma prima di bollare Gasperini come tecnico col complesso di inferiorità, sarebbe quantomeno opportuno guardare le partite delle sue squadre, pure quelle della Roma contro le big, perché soltanto contro il Napoli (non dimenticando che il gol decisivo nasce da un'azione con fallo su Kone ) la squadra ha dato la sensazione di non potercela fare. E perdere ieri contro il Milan sarebbe stata la seconda bestemmia in meno di tre mesi, dopo la bugiardissina gara di andata. Vogliamo parlare di Ghilardi ? C'era persino chi dava per scontato che sarebbe partito a gennaio, come un Bailey qualunque. Si diceva, senza sapere, che il tecnico lo avesse bocciato. Gasperini, nascondendolo e strigliandolo, gli stava semplicemente cambiando i connotati. Ieri migliore in campo. Difensore vero, puro, doveva soltanto entrare negli schemi. Ma come fanno a non piacere i modi di Gasperini? Chiaro che nella città del volemose bene (davanti, perché poi spesso alle spalle dominano infamate, maldicenze, falsità e bugie), i suoi modi rudi ma sinceri possono non piacere, ma nello sport contano i risultati, e se ai risultati si abbina un lavoro magistrale che porta a un plusvalore che fa bene alle carriere e alle casse, rendendo confortevole il viaggio verso il futuro, a uno così bisogna lasciare carta bianca. E se lungo la strada ci si imbatte in calciatori indolenti o dirigenti e maestranze inclini al vittimismo, non esiste bivio alternativo, in modo perentorio gli va imposto: se non vi adeguate all'allenatore, quella è la porta. La Roma a gennaio ha messo dentro un attaccante super e uno di prospettiva che fa intravedere doti non comuni. Più un giovane guastatore offensivo che già fa intendere di avere più prospettive di Baldanzi , per il quale resta ingiustificabile la follia dell'acquisto a quelle cifre. Con un piccolo sforzo in questa manciata di giorni che porta alla chiusura del mercato, la Roma alzerà ancora di più la voce. E lo capirà anche la cosiddetta o presunta grande stampa, che commenta Roma-Milan come commenterebbe il Lecce che frena la corsa della super big. Inutile consigliarle di aprire gli occhi, perché chi ieri avrebbe dovuto accendere un cero a Sant'Ambrogio, è il Milan. Non la Roma.
In the box - @augustociardi75
LR24 ( AUGUSTO CIARDI ) – Inutile continuare a spendere parole per Gasperini . Bisogna essere accecati dal pregiudizio per negare i meriti di un allenatore che ha stravolto la mentalità di una squadra abituata per DNA a conservare piuttosto che a pro…
LR24 ( AUGUSTO CIARDI ) - Inutile continuare a spendere parole per Gasperini . Bisogna essere accecati dal pregiudizio per negare i meriti di un allenatore che ha stravolto la mentalità di una squadra abituata per DNA a conservare piuttosto che a produrre. Gasperini fa spallucce davanti ai luoghi comuni. Per una manciata di giorni aveva attecchito in città persino l'idiozia su Baroni tabù per l'allenatore di Grugliasco. Come se bastasse avere un Baroni qualunque per sbugiardare Gasperini. Superficialità allo stato puro. C'è poi il tormentone sugli scontri diretti. I numeri non lo negano, perché dai tempi di Fonseca la Roma soffre certe partite. Ma prima di bollare Gasperini come tecnico col complesso di inferiorità, sarebbe quantomeno opportuno guardare le partite delle sue squadre, pure quelle della Roma contro le big, perché soltanto contro il Napoli (non dimenticando che il gol decisivo nasce da un'azione con fallo su Kone ) la squadra ha dato la sensazione di non potercela fare. E perdere ieri contro il Milan sarebbe stata la seconda bestemmia in meno di tre mesi, dopo la bugiardissina gara di andata. Vogliamo parlare di Ghilardi ? C'era persino chi dava per scontato che sarebbe partito a gennaio, come un Bailey qualunque. Si diceva, senza sapere, che il tecnico lo avesse bocciato. Gasperini, nascondendolo e strigliandolo, gli stava semplicemente cambiando i connotati. Ieri migliore in campo. Difensore vero, puro, doveva soltanto entrare negli schemi. Ma come fanno a non piacere i modi di Gasperini? Chiaro che nella città del volemose bene (davanti, perché poi spesso alle spalle dominano infamate, maldicenze, falsità e bugie), i suoi modi rudi ma sinceri possono non piacere, ma nello sport contano i risultati, e se ai risultati si abbina un lavoro magistrale che porta a un plusvalore che fa bene alle carriere e alle casse, rendendo confortevole il viaggio verso il futuro, a uno così bisogna lasciare carta bianca. E se lungo la strada ci si imbatte in calciatori indolenti o dirigenti e maestranze inclini al vittimismo, non esiste bivio alternativo, in modo perentorio gli va imposto: se non vi adeguate all'allenatore, quella è la porta. La Roma a gennaio ha messo dentro un attaccante super e uno di prospettiva che fa intravedere doti non comuni. Più un giovane guastatore offensivo che già fa intendere di avere più prospettive di Baldanzi , per il quale resta ingiustificabile la follia dell'acquisto a quelle cifre. Con un piccolo sforzo in questa manciata di giorni che porta alla chiusura del mercato, la Roma alzerà ancora di più la voce. E lo capirà anche la cosiddetta o presunta grande stampa, che commenta Roma-Milan come commenterebbe il Lecce che frena la corsa della super big. Inutile consigliarle di aprire gli occhi, perché chi ieri avrebbe dovuto accendere un cero a Sant'Ambrogio, è il Milan. Non la Roma.
In the box - @augustociardi75



