C’è una Roma prima e una Roma dopo. E la differenza sta tutta lì: negli uomini, nella condizione, nella completezza. Con i titolari al loro posto, la squadra di Gian Piero Gasperini torna a essere quella vera. E quando è così, la sensazione è che possa far male a chiunque.
Il 4-0 rifilato alla Fiorentina è la fotografia più nitida di questa verità. Una partita indirizzata subito, quasi con cattiveria. Bastano pochi minuti per capire dove andrà a finire: la Roma prende il controllo, alza i ritmi e non lascia respirare gli avversari.
Il primo tempo è un monologo. Il gol di Gianluca Mancini di testa apre la strada, poi arrivano le reti di Wesley e Mario Hermoso a chiudere una frazione praticamente perfetta. Tre a zero, senza appello. Nella ripresa l’unico segnale viola è il palo colpito da Braschi, appena entrato, ma è un episodio isolato. La Roma resta in controllo e trova anche il quarto gol con Niccolò Pisilli, che mette il sigillo su una serata senza sbavature.
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Il resto è conseguenza. Dopo i passi falsi di Juventus e Milan, la Roma non sbaglia. Si rimette in corsa, si prende il momento e lo trasforma in occasione. A tre giornate dalla fine, il distacco dice -1 dal quarto posto e -3 dal terzo. Il Como è alle spalle, superato.
Ma più dei numeri, colpisce la sensazione. La squadra sta bene, corre, è compatta. Koné in mezzo al campo e Wesley sull’esterno restituiscono equilibrio e forza, e con un Malen che sembra andare a velocità doppia anche quando non segna, tutto funziona alla perfezione. Non è un caso che Gasperini, nel post partita, abbia insistito proprio su questo: sulla compattezza ritrovata dopo settimane complicate, segnate anche dalle polemiche e dall’addio di Claudio Ranieri.
Adesso non c’è più spazio per errori. La Roma deve inseguire, deve vincerle tutte e sperare. Potrebbe non bastare, ma il punto è un altro: oggi, a differenza di qualche settimana fa, sembra possibile.
E quando una squadra arriva lanciata, con questa condizione e questa convinzione, le gerarchie possono anche saltare. Milan e Juventus appaiono in affanno, la Roma no. Se il filotto arriverà, la Champions, da miraggio, può diventare qualcosa di molto più concreto.
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Giallorossi.net – Andrea Fiorini
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