La primavera romana è dolcissima, accarezza le anime. Ma ieri Trigoria pareva il Polo Nord. Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini si sono letteralmente ignorati, almeno fino a quando hanno potuto, chiamati a sedersi intorno a un tavolo. Hanno calpestato più o meno le stesse mattonelle, ma senza neppure salutarsi, loro che pure in città abitano ad appena un chilometro di distanza l'uno dall'altro. Arrivati entrambi in tarda mattinata nel centro sportivo, addirittura hanno messo in scena un dribbling reciproco persino nella sala ristorante, pranzando in due momenti diversi. Separati in casa, per due persone che dovrebbero lavorare insieme con e per lo stesso obiettivo. Ma le parole del senior advisor di venerdì prima della gara contro il Pisa , in reazione a quanto detto dal tecnico il giorno precedente hanno segnato un confine. Indietro non si torna. Ed è per questo che nel tardo pomeriggio é dovuta intervenire la proprietà, collegata a distanza, nella persona del presidente Dan Friedkin e del vicepresidente Ryan. Il vertice è durato oltre un'ora. I toni usati sono stati meno concilianti rispetto a quelli usati lo scorso 20 marzo, quando all'indomani dell'eliminazione dall' Europa League la proprietà aveva chiesto di abbassare i toni concentrandosi solo sul campo. Invito disatteso: i protagonisti hanno fatto il contrario. Ecco perche ieri Friedkin ha trasferito ai protagonisti tutta la propria delusione, peggio, l'irritazione per il clima che si è creato intorno alla squadra, per di più dentro una stagione che ha ancora un obiettivo vivo, il più importante di tutti, ovvero la qualificazione Champions . I Friedkin hanno preso nuovamente atto dell'enorme distanza tra le parti, ma hanno ribadito la ferma volontà di arrivare a fine campionato, ovvero a risultati chiari in un senso o nell'altro, per prendere le decisioni. A meno che qualcuno non si stufi prima. Inutile aggiungere che ai litiganti è stato ribadito l'invito di evitare polemiche ulteriori, da qui alle prossime settimane. Chissà se stavolta verrà seguito. Di certo, non ci sarà un'altra Roma con la stessa triade attuale: Ranieri, Massara e Gasperini. O vanno via i primi due, o saluta l'allenatore. E un'altra certezza è che i Friedkin già in passato hanno preso decisioni improvvise, anche impopolari, pure a campionato in corso. Sicuramente quanto accaduto nelle ultime tre settimane ha fatto cambiare idea anche alla proprietà. Fino a prima della partita con l' Inter c'era la convinzione, da parte dei Friedkin, che in qualche modo le frizioni sarebbero state gestibili, che la triade avrebbe trovato un modo di continuare insieme anche la prossima stagione. Adesso non è più così. E arrivata l'ora delle scelte, anche per gli americani. Ma, comunque vada, siamo di fronte all'ennesimo fallimento di gestione dei Eriedkin, che sotto la loro presidenza hanno bruciato dirigenti e allenatori senza mai raggiungere il vero grande obiettivo, il rientro della Roma nella competizione europea più importante. La loro popolarità in città è stata più bassa solo nei giorni degli esoneri di Mourinho e De Rossi . Ma qui siamo in corsia di sorpasso: attenzione alle mosse future. E già nelle prossime ore lo scenario potrebbe essere più chiaro.
(corsera)
La primavera romana è dolcissima, accarezza le anime. Ma ieri Trigoria pareva il Polo Nord. Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini si sono letteralmente ignorati, almeno fino a quando hanno potuto, chiamati a sedersi intorno a un tavolo. Hanno ca…
La primavera romana è dolcissima, accarezza le anime. Ma ieri Trigoria pareva il Polo Nord. Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini si sono letteralmente ignorati, almeno fino a quando hanno potuto, chiamati a sedersi intorno a un tavolo. Hanno calpestato più o meno le stesse mattonelle, ma senza neppure salutarsi, loro che pure in città abitano ad appena un chilometro di distanza l'uno dall'altro. Arrivati entrambi in tarda mattinata nel centro sportivo, addirittura hanno messo in scena un dribbling reciproco persino nella sala ristorante, pranzando in due momenti diversi. Separati in casa, per due persone che dovrebbero lavorare insieme con e per lo stesso obiettivo. Ma le parole del senior advisor di venerdì prima della gara contro il Pisa , in reazione a quanto detto dal tecnico il giorno precedente hanno segnato un confine. Indietro non si torna. Ed è per questo che nel tardo pomeriggio é dovuta intervenire la proprietà, collegata a distanza, nella persona del presidente Dan Friedkin e del vicepresidente Ryan. Il vertice è durato oltre un'ora. I toni usati sono stati meno concilianti rispetto a quelli usati lo scorso 20 marzo, quando all'indomani dell'eliminazione dall' Europa League la proprietà aveva chiesto di abbassare i toni concentrandosi solo sul campo. Invito disatteso: i protagonisti hanno fatto il contrario. Ecco perche ieri Friedkin ha trasferito ai protagonisti tutta la propria delusione, peggio, l'irritazione per il clima che si è creato intorno alla squadra, per di più dentro una stagione che ha ancora un obiettivo vivo, il più importante di tutti, ovvero la qualificazione Champions . I Friedkin hanno preso nuovamente atto dell'enorme distanza tra le parti, ma hanno ribadito la ferma volontà di arrivare a fine campionato, ovvero a risultati chiari in un senso o nell'altro, per prendere le decisioni. A meno che qualcuno non si stufi prima. Inutile aggiungere che ai litiganti è stato ribadito l'invito di evitare polemiche ulteriori, da qui alle prossime settimane. Chissà se stavolta verrà seguito. Di certo, non ci sarà un'altra Roma con la stessa triade attuale: Ranieri, Massara e Gasperini. O vanno via i primi due, o saluta l'allenatore. E un'altra certezza è che i Friedkin già in passato hanno preso decisioni improvvise, anche impopolari, pure a campionato in corso. Sicuramente quanto accaduto nelle ultime tre settimane ha fatto cambiare idea anche alla proprietà. Fino a prima della partita con l' Inter c'era la convinzione, da parte dei Friedkin, che in qualche modo le frizioni sarebbero state gestibili, che la triade avrebbe trovato un modo di continuare insieme anche la prossima stagione. Adesso non è più così. E arrivata l'ora delle scelte, anche per gli americani. Ma, comunque vada, siamo di fronte all'ennesimo fallimento di gestione dei Eriedkin, che sotto la loro presidenza hanno bruciato dirigenti e allenatori senza mai raggiungere il vero grande obiettivo, il rientro della Roma nella competizione europea più importante. La loro popolarità in città è stata più bassa solo nei giorni degli esoneri di Mourinho e De Rossi . Ma qui siamo in corsia di sorpasso: attenzione alle mosse future. E già nelle prossime ore lo scenario potrebbe essere più chiaro.
(corsera)

