Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di SkySport al termine del match perso contro la Fiorentina. Queste le sue parole: Ci si aspettava un approccio diverso, questa era la partita della vita... "Se cominci così, cominci male. Le cose della vita sono altre. Questo fatto che è tutto finito, siamo tutti morti... è una cosa sbagliata. Così si mette in prigione chi fa sport e calcio. Chiaro che è un risultato bruttissimo". Oggi che squadra ha visto e ha avuto a disposizione? "Era una partita importante per i risultati, per una mia valutazione non conta solo la gara di oggi. Hanno costruito cose importanti, oggi bisogna mantenere carattere e personalità che serve a questo livello. E su questo si può discutere. Sul fatto di subire questi momenti o non essere nelle condizioni di esprimere il livello di calciatore che sei bisogna mettere in discussione me. Se io oggi vengo al campo e la mia squadra offre questo qui... bisogna analizzare prima quello che ho fatto io. Abbiamo fatto una partita pessima, sotto altri punti di vista l'episodio non è girato a nostro favore. Siamo andati in svantaggio dopo aver subito poco o nulla. Non siamo riusciti a creare una grande atmosfera in uno stadio fantastico". È il sedicesimo gol preso al primo tiro della vostra stagione... "Che spiegazione mi devo dare? Devo riuscire a far sì che non accada. Devo creare dentro la testa dei ragazzi tranquillità e lucidità quando giocano. Sono gli episodi che ritirano dalla tua parte lo stadio e ti fanno avere l'aiuto che può fare la differenza. Noi abbiamo fatto poco per quello che serviva in queste partite. Non andando in Champions la società perde soldi, ma parlare di vita o morte... sono partite di calcio. Ormai si vuole creare troppo per la cornice. I calciatori ne risentono troppo. Arriva roba da tutte le parti, tutti ci vogliono mettere pressione perché molti vorrebbero essere lì ma non ci riescono. Rimane una partita di calcio, il gioco è quello che ci ha portato qui, che ci ha portato a giocare partite di questo livello qui. Il gioco della squadra ci ha portato qui". Questa partita cambia qualcosa a livello di valutazione dei giocatori? "No, mi conosco da tanti anni e mi sono portato in giro da anni. I dubbi sono anche su di me, su di tutti. Io devo prima di tutto analizzare me stesso. Ho fatto tutto per portarli in condizioni mentali giuste". Se a gennaio fosse arrivata una punta avrebbe avuto meno difficoltà? "Dovevo riuscire a fare bene questa partita qui per aver fatto benissimo. Ora abbiamo fatto bene, ci sono molte cose con una lettura chiara. Non siamo lì dentro ed è una cosa che la Juventus merita". SPALLETTI A DAZN Arriva una sconfitta dopo dieci risultati utili consecutivi: la squadra ha sentito la pressione di giocare una partita così importante? "E' un po' quello che aleggia prima di andare a giocarle queste partite qui, diventa la partita della vita dove puoi buttare via una stagione. Questi sono i titoli che si danno a queste partite qui. Secondo me bisogna reagire a questo modo di metterci questa pressione addosso. Noi che facciamo direttamente questo sport dovremmo cominciare a reagire. E' vero che questa gara determinava molte cose, ma il livello di squadra e il livello di calcio che ha proposto sempre rimane. Ci voleva l'ultimo risultato, cosa che per il momento non hai fatto, e naturalmente questo ti fa realizzare e valutare tante cose. Ma la prima valutazione la devo fare su me stesso. Vado a portare la squadra a giocare questa partita e devo valutare se ho fatto di tutto per metterli nelle condizioni di non subire questa pressione. Si è fatto evidentemente di meno rispetto a quanto potevamo fare. Ma non ricollegherei altre partite a questa. La partita contro la Roma l'ho sentita dire troppe volte: prima di andare 3-1 abbiamo commesso due errori, prima avevamo costruito situazioni importanti. La partita era stata fatta in maniera corretta. Quando parlate di calcio vedete due episodi e vi concentrate su quelli. Oggi la partita è stata giocata in modo inferiore al nostro livello e alle nostre possibilità, ma andiamo sotto per un episodio dove non riusciamo a esprimerci nella completezza. E si fa sempre riferimento alla pressione mentale, a cu qualcuno sa reagire e qualcuno no. Io sono qui per aiutarli a fare questo. Se la squadra non reagisce da un punto di vista mentale solo il primo colpevole. Vado ad analizzare prima me stesso, poi i calciatori". Ora la classifica vi vede fuori dalla zona Champions: che spiegazioni si dà? "Però siamo dentro l'Europa League, e potevamo esserne fuori. Se oltre alla Juve resta fuori anche una tra Milan e Roma... inutile parlare di obiettivi o di fallimenti. Siete voi che date questo carico ai risultati delle partite. Ai calciatori e agli allenatori dico che da qui in avanti bisogna cominciare a rispondere a queste cose. Oggi è una partita, un episodio. Mi potete mettere dentro a tutte le situazioni che volete. Per un mio punto di vista abbiamo fatto un percorso, una strada, dove si è vista la squadra reagire, creare presupposti per essere una squadra veramente forte e che potesse ambire a giocare anche contro livelli più alti. Di classifica e di Champions. Poi ci sono determinati momenti in cui dovremmo far vedere una reazione, una mentalità, una personalità, un carattere, un livello di conoscenza che ci permetta di essere più lucidi nelle cose da fare e da andare a prendere. Oggi non lo abbiamo fatto vedere e siamo colpevoli di questo, ci prendiamo le responsabilità. Un club e uno stadio come quello della Juventus merita di andare in Champions League, ma ce ne vanno quattro e di squadre forti ce ne sono molte. Ci si assume le responsabilità, si sta zitti e si va ad analizzare soprattutto noi stessi".
Spalletti è una furia: “Ci caricate di troppe pressioni. La Juve merita la Champions”
Le parole del tecnico bianconero: “Non siamo riusciti a creare una grande atmosfera in uno stadio fantastico. Non andando in Champions la società perde soldi…
