Gli sono bastati 90 minuti per riprendersi tutto. Con gli interessi. Tipico dei campioni, dei fuoriclasse, di chi non soffre le pressioni perché da quando è ragazzino è abituato a dare del tu al pallone. Vox populi: «Eh, ma Dybala costa troppo, sta sempre male, ormai fa la differenza in una decina di partite all'anno». Menomale, ci permettiamo di aggiungere. Perché senza Paulo chissà come sarebbe andata a finire a Verona. Squadra paralizzata, impaurita, incapace di fare due passaggi di fila per 50 minuti. Poi arriva il genio, quello con la G maiuscola e decide di uscire dalla lampada. In poco meno di un tempo colleziona l'espulsione di Valentini , due assist, un salvataggio nell'area piccola e soprattutto regala quella caratteristica che la squadra, per una partita, se-brava aver smarrito: la personalità. Qualità e personalità, la stella polare che Gasp vuole seguire nella costruzione della nuova Roma. (...) Sono 15 giorni che le parti si confrontano: ora quando l'agente sarà convocato a Trigoria si arriverà alla fumata bianca. Poi, però, si aprirà un altro capitolo, paradossalmente più spinoso. Perché Dybala è come le ciliegie: più lo vedi giocare e più non ne puoi fare a meno. Tuttavia essendo un classe '93 bisognerà imparare a gestirlo. E anche a resistere alle tentazioni. Discorso che coinvolge sia Gasp che il calciatore. Era ottobre quando Paulo aveva trovato finalmente un minimo di continuità (5 gare giocate quasi per intero: Inter, Plzen, Sassuolo, Parma e Milan) e a chi chiedeva al tecnico - conoscendo i trascorsi dell'argentino - se non fosse il caso di centellinarne l'impiego, la risposta fu: «Se sta bene, gioca. E può farlo tranquillamente per 90 minuti». Purtroppo non è più così o perlomeno non può esserlo per una stagione intera. Serve dunque uno step successivo. (...) Ora si riparte. Paulo riposerà, tornerà tirato a lucido dopo le vacanze e aver guardato in modo malinconico i mondiali americani. La Selección sembra ormai un capitolo chiuso. La Roma no. Resta - anche grazie al lavoro ai fianchi portato avanti in queste settimane da Gasperini - un libro che avrà quantomeno un altro capitolo da scrivere. Sembrava finita dopo Budapest. Poi è sembrato arrivare il tempo dei saluti ai tempi di De Rossi, con l'offerta araba. Per non parlare di un paio di settimane fa, dopo Parma, quando le sue pa-role somigliavano ad un commiato. E invece, Dybala è sem-pre qui. Una Joya per lui. Una gioia per tutti.
(Il Messaggero)
Gli sono bastati 90 minuti per riprendersi tutto. Con gli interessi. Tipico dei campioni, dei fuoriclasse, di chi non soffre le pressioni perché da quando è ragazzino è abituato a dare del tu al pallone. Vox populi: «Eh, ma Dybala costa troppo, sta s…
Gli sono bastati 90 minuti per riprendersi tutto. Con gli interessi. Tipico dei campioni, dei fuoriclasse, di chi non soffre le pressioni perché da quando è ragazzino è abituato a dare del tu al pallone. Vox populi: «Eh, ma Dybala costa troppo, sta sempre male, ormai fa la differenza in una decina di partite all'anno». Menomale, ci permettiamo di aggiungere. Perché senza Paulo chissà come sarebbe andata a finire a Verona. Squadra paralizzata, impaurita, incapace di fare due passaggi di fila per 50 minuti. Poi arriva il genio, quello con la G maiuscola e decide di uscire dalla lampada. In poco meno di un tempo colleziona l'espulsione di Valentini , due assist, un salvataggio nell'area piccola e soprattutto regala quella caratteristica che la squadra, per una partita, se-brava aver smarrito: la personalità. Qualità e personalità, la stella polare che Gasp vuole seguire nella costruzione della nuova Roma. (...) Sono 15 giorni che le parti si confrontano: ora quando l'agente sarà convocato a Trigoria si arriverà alla fumata bianca. Poi, però, si aprirà un altro capitolo, paradossalmente più spinoso. Perché Dybala è come le ciliegie: più lo vedi giocare e più non ne puoi fare a meno. Tuttavia essendo un classe '93 bisognerà imparare a gestirlo. E anche a resistere alle tentazioni. Discorso che coinvolge sia Gasp che il calciatore. Era ottobre quando Paulo aveva trovato finalmente un minimo di continuità (5 gare giocate quasi per intero: Inter, Plzen, Sassuolo, Parma e Milan) e a chi chiedeva al tecnico - conoscendo i trascorsi dell'argentino - se non fosse il caso di centellinarne l'impiego, la risposta fu: «Se sta bene, gioca. E può farlo tranquillamente per 90 minuti». Purtroppo non è più così o perlomeno non può esserlo per una stagione intera. Serve dunque uno step successivo. (...) Ora si riparte. Paulo riposerà, tornerà tirato a lucido dopo le vacanze e aver guardato in modo malinconico i mondiali americani. La Selección sembra ormai un capitolo chiuso. La Roma no. Resta - anche grazie al lavoro ai fianchi portato avanti in queste settimane da Gasperini - un libro che avrà quantomeno un altro capitolo da scrivere. Sembrava finita dopo Budapest. Poi è sembrato arrivare il tempo dei saluti ai tempi di De Rossi, con l'offerta araba. Per non parlare di un paio di settimane fa, dopo Parma, quando le sue pa-role somigliavano ad un commiato. E invece, Dybala è sem-pre qui. Una Joya per lui. Una gioia per tutti.
(Il Messaggero)



